not knowing where I stand

Ho ascoltato molto in questi giorni gli ultimi due dischi dei Jon Oliva’s Pain, Global Warning e Festival. Sono due gran dischi, davvero. È l’heavy metal che piace a me, non autoreferenziale, intelligente, con tanto carisma.

(Per “non autoreferenziale” intendo dire che non si esaurisce nel metal, questa musica: ci sono influenze e rimandi a blues, rock, ballate. Ci sono anche molti rimandi ai Savatage, e in quel senso sì, è autoreferenziale: ma sono giochi per i fan, ed è sempre carino vedere qualche artista fare cose del genere.)

Giusto per mettere in chiaro le cose, io sono di quelli che piange l’assenza di un disco dei Savatage dal 2001 a oggi; e anzi piange perché la band, di fatto, si è sciolta. Secondo il buon Oliva, i Savatage si sono progressivamente trasformati nella Trans-Siberian Orchestra. A me pare un po’ una cazzata, perché i Savatage di Poets & Madmen non hanno certo il suono di un disco della TSO, ma in fondo i gruppi sono i suoi, che dica quello che vuole lui. (Poi a me la TSO piace un casino, figurati.)

In ogni caso, se nel 2010 hai voglia d’un po’ di Savatage puoi benissimo rivolgerti ai JOP: ci troverai la classe di sempre di Jon Oliva, e delle schitarrate mica da poco (sta saccheggiando dei vecchi nastri registrati dal frattelo Criss, ma lo segnala sempre nei credits!).

Di Festival trovi qualche canzone sul MySpace del gruppo; per Global Warning ti linko un paio di video su YouTube (eccone uno, eccone un altro). Se ti piace l’heavy metal, o sei fan di Jon Oliva (o dei Savatage), compra questi dischi (su Amazon.it trovi Festival, per dire).

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