meglio essere mona per colpa mia che per colpa degli altri

Oggi stavo un po’ smanettando con Gmail e mi è venuto in mente un vecchio articolo di Marco Arment (non il primo coglionazzo che passa: è uno dei creatori di Tumblr, ed è quello che s’è inventato Instapaper per iPhone e iPad). Il senso di questo articolo (ma anche di quest’altro) è riassumibile in questa riga alla fine del pezzo:

You must own any data that’s irreplaceable to you.

E ho capito che inconsciamente è il motivo per cui non ho mai utilizzato dei servizi per me fondamentali (come l’email) dal solo web, senza procurarmi una copia di backup sul computer, o simili. Perché se perdo il computer, mi si brucia l’hd, non ho fatto un backup recente, il mona sono io. Ma hai voglia a incazzarmi con Gmail se mi si perde la posta, o con altri servizi da solo web.

Since 2007, I’ve used FastMail, a paid IMAP host, for my @marco.org email addresses (with the $40/year “Enhanced” personal plan). Rather than using its (unsophisticated) web interface, I use Apple’s Mail app.

FastMail’s uptime has been incredibly good — I don’t remember the last time I saw any downtime, but I’m sure that the total downtime I’ve ever seen from them has been less than an hour. But if it ever starts to suck, it’s just IMAP, and I own the domain, so I can switch to any other IMAP host easily (or self-host it, which I don’t recommend, but it’s always an option).

All of my messages are downloaded by Mail and stored as files locally, so if a data-loss disaster were to happen at FastMail (which can happen to any service, even Google’s), I can recover my email from my personal backups.

Nessun commento