I toni della destra sono stati per tutti questi anni toni aggressivi, irresponsabili, violenti, dalla mortadella mangiata in parlamento in occasione della caduta del governo Prodi, al ministro della difesa che pesta i piedi a un giornalista. Non scherziamo, su. E questa storia delle monetine, che tanti ex-craxiani hanno tirato fuori in questi anni con la faccia mesta di Sacconi, è sì importante per capire degli aspetti del sentimento nazionale, ma non è esattamente IL momento centrale della storia recente di questo paese. E anche il fatto che alcuni editorialisti ne abbiano fatto il punto di contatto con questa destra, la piattaforma comune, il momento di rottura tra senso comune e buon senso, mi sembra un segno di scarsa capacità di analisi storica, e nient’altro. Sono settimane che non si parla d’altro, qua e là: le monetine, la fine con le monetine, vedrete, gli volteranno le spalle, le monetine, come Craxi, le urla, pensate. Che fosse successo o no, ne avrebbero scritto. E infatti. Ora salta fuori che un punto centrale delle dimissioni di Berlusconi sta nelle monetine. Bah.

Matteo Bordone, oggi.