Si chiama Marina, è veneta di nascita ma romana di adozione, e si definisce orgogliosamente “una puttana” perchè “il termine escort è abusato negli ultimi anni”. Ha scritto una mail al Gazzettino perchè appartiene “a una categoria di persone che tanto vorrebbe pagare le tasse, ma che in questo paese non gli viene permesso”.
(…)
Poi la proposta: “Mi faccio promotrice di una messaggio molto forte e chiaro, che risuona da anni in Italia, ma che nessuno volutamente ascolta: legalizziamo la prostituzione e fateci pagare le tasse. Tanti Paesi civili europei lo hanno fatto da anni. In Italia, la legalizzazione della prostituzione non solo porterebbe tanti milioni, se non miliardi di euro, nelle casse dello Stato, ma risolverebbe indirettamente anche il problema dello sfruttamento della prostituzione e della tratta di esseri umani dei quali sono vittime numerose ragazze non solo dell’Est Europa, ma anche del Centro Africa e sempre più anche cinesi”.

Al di là della curiosità di capire quale laurea ha conseguito la qui presente Marina (visto l’uso dell’italiano), l’idea non mi pare male.

Te la vedi la scena? «Mi fa fattura, per favore? Grazie.»

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