Walter Isaacson, Steve Jobs
Cambio idea ogni settimana: un bel libro, un bellissimo libro, un pessimo libro. La verità è che ci sono un po’ di ripetizioni e parti “grezze”, manca una vera opera di interpretazione e non c’è nessun gioco formale, nessun pezzo di bravura, nella scrittura del giornalista. Probabilmente gli hanno messo troppa fretta per farlo chiudere, gli sono mancati dei mesi di lavoro che avrebbero fatto fare un salto di qualità al libro. Però la storia che racconta è formidabile: quella di Steve Jobs è stata una vita incredibile. E, sia che venga scritta bene sia che venga scritta male, rimane una gran storia da leggere. Nel frattempo Isaacson l’ha buttata lì: forse farà uno Steve Jobs 2.0 con altro materiale inedito e alcune chiose a quel che ha raccontato finora. Magari ha capito anche lui che serve rimetterci mano.

Ecco, Antonio Dini sintetizza esattamente il mio pensiero su questo (tutto sommato) bel libro. Sono ancora a un terzo, ma sono assolutamente d’accordo: e spero che Isaacson si sbrighi a fare una seconda edizione.

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