Non sono lombardo e conosco troppi pochi lombardi per avere una risposta. Ho solo un sospetto – un orribile, orribile sospetto. Che forse, in fondo, al cetoproduttivo lombardo non importa niente di come viene amministrato lo stato. Non gli importa della produttività, del cuneo fiscale e dell’IRAP. Forse il cetoproduttivo non ha affatto intenzione di vedere tagliati i lacci e lacciuoli che tengono imbrigliata la sua impresa a dimensioni naniche. Forse non ha la minima intenzione di crescere, di esportare, di competere.
Forse vuole solo qualcuno che gli dica che non è lui – o chi lui ha votato per anni – il responsabile delle sue grane. Vuole qualcuno che gli dica che la colpa è dei cinesi e dei tedeschi, e che presto questi stranieri, con opportuni dazi, balzelli e guardie alle dogane, saranno cacciati dal paese. Forse vuole solo qualcuno che non gli mandi la Finanza nel capannone, così può continuare a fare nero (l’unico modo che ha di tenere in piedi la sua impresa nanica). Mentre magari a lui va bene che gli immigrati siano irregolari, così li paga poco e se rompono le scatole, chiama i carabinieri e via, tornatene in Senegal, Django. Ecco, io non credo, ma se il cetoproduttivo della regione più produttiva di questo paese è questo qua, allora la vittoria di Maroni è proprio l’ultimo dei nostri problemi.

Davide De Luca, Qualcosa di destra sulla Lombardia, oggi sul Post.

Comments are closed here.