Steve Ditko

È morto a 90 anni Steve Ditko, uno che dei fumetti americani ha fatto la storia. Su Lo spazio bianco c’è un interessantissimo articolo (prima parte di due) che racconta il rapporto complicato tra lui e l’altro creatore dell’Uomo Ragno, Stan Lee. (Un altro rivoluzionario che però ha allungato troppo le mani, in più di un’occasione.)

La gestione Lee/Ditko di Amazing Spider-Man è caratterizzata da una fase creativa molto intensa, sicuramente la più prolifica di tutte le gestioni ragnesche. Nei primi 38 numeri della testata (tanto è durato l’idillio/dissidio tra i due vulcanici autori), Lee e Ditko introducono il cast dei comprimari del personaggio e una galleria impressionante di criminali, ben 19, frutto di una tensione creativa dai risvolti sorprendenti. Basti pensare che i 38 numeri successivi, realizzati da Stan Lee e John Romita, producono solo tre nuovi villains (Rhino, Shocker e Kingpin) e l’inserimento tra i comprimari di Joe e Randy Robertson e del capitano Stacy. Il metodo di Lee consiste nel fornire al disegnatore un canovaccio narrativo rudimentale, suscettibile di modifiche e ritocchi. All’artista è demandato il compito di visualizzare la storia (storytelling) e di scandirne il passo, con la libertà di inserire elementi narrativi che avrebbe poi discusso con lo stesso Lee. A disegni ultimati, Stan si sarebbe occupato dei dialoghi, altro punto di forza della testata, sempre carichi di ironia e ricchi di humour. [continua a leggere]

L’ho detto in più di un’occasione: qualsiasi pregio io possa avere oggi è un mix di quello che mi hanno insegnato alcuni personaggi dei fumetti e della televisione; in seconda battuta autori di libri e di canzoni. Ovvio che in mezzo c’è anche la famiglia, con i miei genitori in prima fila: ma banalmente è stata mia madre a comprarmi il primo numero dell’Uomo Ragno che io abbia mai letto.

E appunto l’Uomo Ragno è una delle cose che più forti hanno segnato il periodo che va dai miei 8 ai 18 anni, e Steve Ditko è responsabile di alcune delle cose più iconiche dei primi due anni del personaggio: al punto tale da esser ripresa praticamente uguale nel bellissimo film dell’anno scorso (quando Peter rischia di esser schiacciato).

A un certo punto poi gli scazzi con Stan Lee divennero tali e tanti che Ditko prese e andò via. Diede la sua zampata anche al Dottor Strange, un altro personaggio notevole. E niente, invecchiamo tutti.