No Rocket Science 3.0

Se ho fatto bene i conti, è il terzo sentiero che No Rocket Science ha preso, in tre anni. Tutti e tre sono stati intrapresi con cuore alto e sguardo fiero, e per diversi motivi due non hanno funzionato come pensavamo avrebbero. Vediamo come va questo nuovo tentativo, fatto a forma di newsletter, ma siamo già pronti e carichi, con un sacco di cose da dire. Tu iscriviti.

Bei podcast, 6 luglio

Uno che ascolto da tanto


The Impromptu è uno show sulla tecnologia (in particolare Apple, ma non solo), e i due conduttori ce l’hanno in maniera particolare coi social network. Il podcast che fa per me.

Uno che ho appena scoperto

Dirty John
Ormai ha quasi due anni, ma lo sto ascoltando soltanto ora: Dirty John, una storia incredibile di menzogne, violenze, manipolazioni. Ne è stata tratta una serie tv (che mi dicono esser brutta) e ne parlò anche Alice Alessandri in una puntata di Pilota.

Bei podcast, 30 giugno

ECCEZIONALMENTE!, di domnenica. Se vuoi rinfrescarvi con del gelato, guarda prima Stuff: il gelato che uccide su Prime Video: fa ridere, ma è un bel film.

Uno che ascolto da tanto


The incomparable: per quanto mi piaccia essere completista nelle cose che ascolto, lo show che ha lanciato il network di podcast pop che porta lo stesso nome ha più di 400 episodi all’attivo e tratta talmente tante cose che mi sarebbe impossibile ascoltare tutto. Per esempio, salto ogni puntata in cui parla di Guerre Stellari 🙃

Uno che ho appena scoperto


Not by accident, purtroppo al momento in pausa (molto lunga). È un documentario che racconta la scelta di diventare una single mother. Molto bello, molto personale.

Bonus

Alla fine Dummy System è uscito, ed è una bomba.

Bei podcast, 22 giugno

Ehi, è caldo, ho fatto 37 anni, non riesco a stare dietro a tutto. Ma ecco un’altra infornata di bei podcast da ascoltare.

Uno che ascolto da tanto

The pessimist archive, un podcast fantastico. Ogni puntata prende un argomento che diamo oggi per scontato e ci dimostra che alla sua introduzione c’erano gli stessi toni da fine del mondo che usiamo normalmente per tutte le novità di questi pessimi tempi moderni.

Uno che ho appena scoperto

Be my diary, di Rossella Pivanti, scoperto grazie a quel dritto di Andrea Ciraolo. È il diario personale di Rossella, ma in forma di audio. Lei dimostra anche notevoli capacità di montaggio e sound design.

Bonus

Eleonora Caruso e Andrea Di Lecce hanno iniziato Dummy System, un podcast su Evangelion, dacché da ieri 21 giugno 2019 l’anime è su Netflix.

Bei podcast – 8 giugno

E lo sapevo che tra una cosa e l’altra avrei saltato degli appuntamenti. Ricominciamo.

Uno che ascolto da tanto

Fumble. Ok, gioco in casa, qui, lo so. Però se vuoi ascoltare il miglior podcast di live playing che c’è in Italia non hai scelta: è Fumble.

Uno che ho appena scoperto

IRL. La settimana puntata della quarta stagione è bellissima.

La biblioteca dei libri perduti

Ha ragione l’attacco dell’articolo del Guardian: sembra l’inizio di un libro di Zafón.

The Libro de los Epítomes manuscript, which is more than a foot thick, contains more than 2,000 pages and summaries from the library of Hernando Colón, the illegitimate son of Christopher Columbus who made it his life’s work to create the biggest library the world had ever known in the early part of the 16th century. [link]

Canzoni di speranza

Come diceva ieri Sara Pavan a Bricòla, il festival delle autoproduzioni di fumetto, ogni atto pubblico che compiamo è, in ultima analisi, un atto politico. (Sono consapevole che Sara non è la prima e unica persona ad averlo detto: ma l’ho sentito ieri, quindi cito lei, ai fini di questo breve post.)

In serata, a cena con amici, mi arriva una notifica: Apple Music mi comunica che uno degli artisti che seguo ha pubblicato un nuovo disco. E sticazzi, penso, e poi vedo che è Springsteen, e quindi cambio atteggiamento.

Ascolto il disco da stamattina, che è una cosa che non succede spesso: negli ultimi anni ascolto per lo più podcast, e ho trascurato molto la musica. In ogni caso: è da stamattina che ascolto Springsteen, e la cosa non dovrebbe stupire nessuno. Dovrebbe stupire, semmai, il fatto che non conoscessi l’esistenza della Live Series di Springsteen, una serie che che suddivide le canzoni tematicamente ed è arrivata al terzo capitolo: i primi due sono Songs of the road & Songs of friendship.

Mi ha colpito il titolo del disco: Songs of Hope. E ho fatto tutto un ragionamento, molto banale se vuoi, riguardo il fatto che se ogni nostro atto pubblico è politico, cercare di dare una speranza in più, e cantarla, è un bellissimo atto politico. E niente, il ragionamento finisce qui. Ma il disco me lo riascolto.

Questa corsa dei poveri

È uscita una bella intervista a Paolo Castaldi, nostro ospite fisso a Tizzoni d’inferno. L’intervista è incentrata su Zatlan, il suo libro per Feltrinelli Comics. Tra le varie cose che dice, una mi ha colpito, e tanto:

Mentre ci siamo io e altri autori che con sincerità facciamo partecipare i nostri lettori o comunque le persone che ci seguono, chi più chi meno, alla fase di creazione, tanti altri autori pubblicano preview solo per creare questo hype. Adesso sembra che tutto le opere siano necessarie, tutte le opere siano capolavori. Ho deciso che non voglio più partecipare a questa corsa dei poveri. Ho detto: basta, non mi interessa. Quindi quando uscirà il [prossimo] libro lo saprete, perché sarà pronto, fatto e finito.

E ha ragione. In tutti i campi che frequento c’è questa tendenza: da un lato ci sono quelli che sono felici di condividere le cose che fanno (o che rispondono sinceramente alle domande che vengon poste loro); dall’altro gente che continua ad alimentare l’hype, e sostanzialmente quindi il proprio ego.

(Sono i piccoli dettagli come questo che ti fan capire che se c’è simpatia, sintonia, sotto c’è sempre un motivo.)

Lo stato di inutile, 2018

L’editoriale che ho scritto, per raccontare com’è andato il nostro ultimo anno. Il 2019 si preannuncia frizzantino, non vediamo l’ora di fare molte cose.

L’anno scorso dicevo che il nostro 2017 è stato un anno di conferme e rilanci, strettamente collegati. Abbiamo condotto l’anno successivo continuando a rilanciare, e cercando di non fermarci mai. Cerco di farne un riassunto in questo editoriale, sperando di non dimenticarmi niente di quello che è successo. [continua a leggere]

Il signore delle storie

Nella mia vita ho letto tantissimi fumetti: fino ai diciotto in preponderanza di matrice americana, supereroistica; ma già dai sedici, diciassette anni circa i miei orizzonti si sono espansi. Verso la fine degli anni ’90 ho incontrato Sandman, prima da solo poi in compagnia di altri amici (ciao Jules), e credo di non dire una fesseria se dico che Sandman è il mio fumetto preferito, e sta lì assieme a uno o due manga, qualche storia Disney, e Born again, sì, Devil.

Questo articolo sui trent’anni di Sandman, pubblicato ieri su Fumettologica, è un bellissimo volo d’uccello su un fumetto che mi ha cambiato la vita, che mi ha aiutato a capire che le storie sono la cosa più importante che abbiamo. E quindi, nonostante i difetti piccoli e grandi, di cui Andrea Fiamma non lesina le sottolineature: grazie Neil Gaiman, grazie Sogno degli Eterni.