La biblioteca dei libri perduti

Ha ragione l’attacco dell’articolo del Guardian: sembra l’inizio di un libro di Zafón.

The Libro de los Epítomes manuscript, which is more than a foot thick, contains more than 2,000 pages and summaries from the library of Hernando Colón, the illegitimate son of Christopher Columbus who made it his life’s work to create the biggest library the world had ever known in the early part of the 16th century. [link]

inutile in giro, ad aprile

Per il momento (non si sa mai che ci prenda il matto e improvvisiamo qualcosa! 🙃) c’è una data sola: a Torino, sabato 13 aprile, cioè questo: Da Emilia, che è un bel posto in Corso San Maurizio. Ci vediamo alle 12 per fare brunch e parlare di inutile, e di riviste, e quant’altro. Qui maggiori informazioni.

Bei podcast – 6 aprile 2019

Inauguro una piccola rubrica di questo piccolo sito: un elenco dei podcast che ascolto, e sperabilmente anche di quelli che scopro. L’intenzione è che sia una rubrica settimanale; la realtà entrerà a gamba tesa più di una volta, quindi l’obiettivo è di fare almeno due brevi post al mese. Solo uno, una sconfitta. Meno ancora, una tragedia. Tutte le settimane, un miracolo 🙃

Questa prima puntata la facciamo tutta su Apple, t’avviso.

UNO CHE ASCOLTO DA TANTO

The Talk Show with John Gruber, una corazzata che ascolto dal 2010 o giù di lì, quando era ancora parte di 5by5. Quasi tutte le settimane un paio d’ore di chiacchiere su Apple e tecnologia tra John e un ospite. Se piace lo stile di Daring Fireball, piace anche questo. L’unica pecca è forse la relativa limitata varietà di ospiti: piacerebbe ascoltare più voci nuove e non “sempre le solite” – tenendo conto che la qualità delle solite voci che passa per il Talk Show è altissima.

UNO CHE HO APPENA SCOPERTO

SnobOS, a podcast for Apple snob. Proprio il voler cercare nuove voci mi ha fatto trovare questo nuovo podcast. Nuovo per me ma anche in assoluto: siamo solo a 22 puntate, al momento in cui scrivo questo post. Mi ha fatto un’ottima impressione.

Canzoni di speranza

Come diceva ieri Sara Pavan a Bricòla, il festival delle autoproduzioni di fumetto, ogni atto pubblico che compiamo è, in ultima analisi, un atto politico. (Sono consapevole che Sara non è la prima e unica persona ad averlo detto: ma l’ho sentito ieri, quindi cito lei, ai fini di questo breve post.)

In serata, a cena con amici, mi arriva una notifica: Apple Music mi comunica che uno degli artisti che seguo ha pubblicato un nuovo disco. E sticazzi, penso, e poi vedo che è Springsteen, e quindi cambio atteggiamento.

Ascolto il disco da stamattina, che è una cosa che non succede spesso: negli ultimi anni ascolto per lo più podcast, e ho trascurato molto la musica. In ogni caso: è da stamattina che ascolto Springsteen, e la cosa non dovrebbe stupire nessuno. Dovrebbe stupire, semmai, il fatto che non conoscessi l’esistenza della Live Series di Springsteen, una serie che che suddivide le canzoni tematicamente ed è arrivata al terzo capitolo: i primi due sono Songs of the road & Songs of friendship.

Mi ha colpito il titolo del disco: Songs of Hope. E ho fatto tutto un ragionamento, molto banale se vuoi, riguardo il fatto che se ogni nostro atto pubblico è politico, cercare di dare una speranza in più, e cantarla, è un bellissimo atto politico. E niente, il ragionamento finisce qui. Ma il disco me lo riascolto.

inutile in giro, a marzo

Iniziamo (dopo tre mesi, ma vabbè) il 2019 rispettando una delle cose che ci eravamo dette: vogliamo andare di più in giro, stare in mezzo alla gente il più possibile, parlare di inutile a voce, con persone che non conosciamo. E infatti, eccoci!


Domenica 17 marzo (domani, per me che scrivo) siamo a Book Pride, assieme a Valeria Foschetti della Fanzinoteca La pipette noir (che è un posto che tutti dovremmo frequentare di più). Parleremo di riviste e di fanzine, e di inutile e della fanzinoteca, ma soprattutto: speriamo di parlare con la gente che ci sarà. Questo l’evento su FB per chi non sa stare senza Facebook.


Mercoledì 20 marzo saremo in Santeria (quella vecchia, in via Paladini) a raccontare cos’è inutile, com’è cresciuto, cosa fa e cosa vuol fare, con Florencia Di Stefano-Abichain, che è una bionda meravigliosa (nessun altra specifica su di lei: se non la conosci, minimo minimo dovresti ascoltarla). Qui l’evento, eccetera eccetera.

Se non hai nient’altro di meglio da fare, vieni a vederci, salutaci, tiraci la giacchetta, battici sulla spalla, parliamo.

Questa corsa dei poveri

È uscita una bella intervista a Paolo Castaldi, nostro ospite fisso a Tizzoni d’inferno. L’intervista è incentrata su Zatlan, il suo libro per Feltrinelli Comics. Tra le varie cose che dice, una mi ha colpito, e tanto:

Mentre ci siamo io e altri autori che con sincerità facciamo partecipare i nostri lettori o comunque le persone che ci seguono, chi più chi meno, alla fase di creazione, tanti altri autori pubblicano preview solo per creare questo hype. Adesso sembra che tutto le opere siano necessarie, tutte le opere siano capolavori. Ho deciso che non voglio più partecipare a questa corsa dei poveri. Ho detto: basta, non mi interessa. Quindi quando uscirà il [prossimo] libro lo saprete, perché sarà pronto, fatto e finito.

E ha ragione. In tutti i campi che frequento c’è questa tendenza: da un lato ci sono quelli che sono felici di condividere le cose che fanno (o che rispondono sinceramente alle domande che vengon poste loro); dall’altro gente che continua ad alimentare l’hype, e sostanzialmente quindi il proprio ego.

(Sono i piccoli dettagli come questo che ti fan capire che se c’è simpatia, sintonia, sotto c’è sempre un motivo.)

Lo stato di inutile, 2018

L’editoriale che ho scritto, per raccontare com’è andato il nostro ultimo anno. Il 2019 si preannuncia frizzantino, non vediamo l’ora di fare molte cose.

L’anno scorso dicevo che il nostro 2017 è stato un anno di conferme e rilanci, strettamente collegati. Abbiamo condotto l’anno successivo continuando a rilanciare, e cercando di non fermarci mai. Cerco di farne un riassunto in questo editoriale, sperando di non dimenticarmi niente di quello che è successo. [continua a leggere]

Il signore delle storie

Nella mia vita ho letto tantissimi fumetti: fino ai diciotto in preponderanza di matrice americana, supereroistica; ma già dai sedici, diciassette anni circa i miei orizzonti si sono espansi. Verso la fine degli anni ’90 ho incontrato Sandman, prima da solo poi in compagnia di altri amici (ciao Jules), e credo di non dire una fesseria se dico che Sandman è il mio fumetto preferito, e sta lì assieme a uno o due manga, qualche storia Disney, e Born again, sì, Devil.

Questo articolo sui trent’anni di Sandman, pubblicato ieri su Fumettologica, è un bellissimo volo d’uccello su un fumetto che mi ha cambiato la vita, che mi ha aiutato a capire che le storie sono la cosa più importante che abbiamo. E quindi, nonostante i difetti piccoli e grandi, di cui Andrea Fiamma non lesina le sottolineature: grazie Neil Gaiman, grazie Sogno degli Eterni.

Nerdopoli al Circolo Gagarin

Eleonora Caruso ha curato un saggio intitolato Nerdopoli. Espressioni di una comunità in evoluzione, e dentro ci hanno scritto alcune persone che conosco (ciao Alice Cucchetti, ciao Aligi Comandini). È un saggio snello, che affronta diversi argomenti “da nerd” come il titolo suggerisce. Secondo me è una buona lettura, ma per sapere meglio come la penso potresti venire a Busto Arsizio giovedì 31, dalle nove di sera, ché al Circolo Gagarin lo presentiamo proprio con Eleonora e Alice. E non esserci sarebbe un peccato! (Il Circolo, peraltro, è proprio bello.)

Non avrei mai pensato di linkare un articolo di Avvenire

Ma c’è da dire che non avrei mai pensato che il clima politico attuale diventasse quello che è diventato.

Fontana di Trevi, tolte alla Caritas le monetine dei poveri. Nel 2018 i soldi dei turisti sono stati 1,5 milioni di euro. L’organismo li usa per i servizi ai più poveri. Stop dal 1° aprile: andranno a bando per progetti sociali e manutenzione dei monumenti [continua a leggere]

(Grazie a Bruno Alfiero per aver condiviso il tweet originario.)

Un commento che boh

Ludovica Lugli ha scritto un articolo per spiegare l’assurda situazione in cui si è ficcato Il Saggiatore. In breve: hanno pubblicato una raccolta di racconti giovanili di Salinger comprando i diritti da un editore americano che non aveva i titoli per poterli vendere all’estero. Gli eredi di Salinger sono molto fiscali nel rispettare la volontà dell’autore (giustamente), e ci sono delle cose che lui non voleva più pubblicate: tra cui i racconti di questa raccolta. L’articolo di Ludovica spiega tutto molto bene, e poi tra i commenti ho trovato questa perla:

Il rifiuto delle royalties per ottenere la distruzione dei libri è un comportamento che mi irrita a tal punto da non leggere nulla di questo autore pur di nn fargli guadagnare neanche un centesimo di mio.

E allora allarghi le braccia e ci rinunci.

Vampiretto

Come ho accennato nel pezzo che conteneva i nostri suggerimenti per i regali di natale, grazie a Duolingo sto cercando di imparare i rudimenti del tedesco. Sono molto soddisfatto di come so pronunciare Gemuse, ma la strada da fare è ancora tanta. Non so esattamente quale connessione mentale sia scattata, ma sono andato a controllare se i libri della saga di Vampiretto fossero arrivati in edizione digitale. Un paio d’anni fa m’ero lamentato, credo su Twitter, della loro assenza in formato ebook, e ho sperato che coll’anno nuovo ci fosse una novità. C’era.

Giunti sta ripubblicando la serie, con nuove illustrazioni di Paolo d’Altan, e ho ricomprato il primo romanzo. È sempre una bella storia, quella del giovane novenne Anton che fa amicizia con Rüdiger von Schlotterstein, un ragazzino che i genitori hanno fatto diventare vampiro 150 anni prima. È stato divertente rileggere il libretto, e mi ha colpito come certi dettagli mi tornassero alla memoria un attimo prima che comparissero sulla pagina: per esempio l’odore di marcio che accompagna ovunque Rüdiger (si tratta pur sempre di un cadavere ambulante che vive in una cripta al cimitero), la puzza del mantello che usa per volare, la sorellina Anna la Sdentata che prende una sbandata per Anton, e i genitori di quest’ultimo, che a rileggerli oggi a quasi quarant’anni mi sembrano dei genitori qualunque, apprensivi e impauriti dalla crescita del proprio bambino come saranno certamente stati i miei, trent’anni fa.

L’unica nota nostalgica che rovina questo brevissimo commento riguarda il titolo e le belle illustrazioni di Paolo d’Altan. Il titolo originario è Der kleine Vampir, che letteralmente significa “il piccolo, il giovane vampiro”, e che quindi accetto benissimo reso come Vampiretto. Ma nella nuova edizione hanno scelto d’intitolarlo Vampiretto trova un amico: che, ok, è quello che succede, ma a questo punto si poteva lasciare il titolo della vecchia edizione italiana, Il mio amico Vampiretto?

Per finire: le illustrazioni sono belle davvero, ma nel mio cuore sono stampate per sempre quelle che accompagnavano la vecchia edizione.

Tre considerazioni su Raymond Carver

Finisce l’anno ma qui a inutile non ci fermiamo: è appena uscito uno speciale (riservato ai nostri soci) su Raymond Carver. Se poco poco mi conosci, sai che rimane il mio autore preferito, una spanna sopra chiunque e un chilometro sopra ai suoi imitatori: in un pezzo all’interno di questo speciale provo a spiegare perché.

Oltre a me c’ha scritto Rita Mariateresa Mascia, Licia Ambu. Marco Montanaro passava di lì e ha scritto un’introduzione. La splendida copertina l’ha realizzata la sempre splendida Federica Bordin a partire da questa foto.