jukebooks

Partono i Jukebooks, su Quintadicopertina. Curati da Alessandro Milanese e Alessandro Romeo.

Il Jukebooks di quintadicopertina funziona nello stesso modo, si entra nel nostro bar virtuale, si guardano i racconti presenti e si scelgono quelli che si vogliono leggere. Si scaricano sul proprio e-reader e si crea un proprio libro di racconti, fatto solo con quelli che piacciono a noi.

quintadicopertina

E-reader, smartphone, iphone, ipad: nuove tecnologie sul mercato, che permettono, in modi diversi fra loro, di comunicare attraverso nuove modalità.

Vale la pena utilizzarli per leggervi lo stesso romanzo ‘cartaceo’ che abbiamo a disposizione sul comodino? Leggere Dumas sul proprio cellulare rappresenta il miglior uso dell’interattività che i nuovi strumenti mettono a disposizione?

Secondo noi no: grazie agli ebook si può fare qualcosa di diverso, sperimentare nuove espressioni creative, immaginare un nuovo modo di raccontare, di coinvolgere il lettore, di giocare, spiegare, informare.
Attenzione: non qualcosa ‘di più’, ma qualcosa di differente.

La casa editrice digitale quintadicopertina nasce nel maggio 2010, come luogo destinato alla scrittura, alla comunicazione e all’informazione digitale. Luogo di sperimentazione e di dialogo, e ci auguriamo anche di scoperte.

Un bel progetto, interessante e (da quel che so) molto ragionato. Conosco anche un paio di persone che ci collaborano.

La frontiera del digitale affrontata di petto. Mi piace.

inutile, #31

Di tutte le grandi metafore della lettura ce n’è una che ci portiamo dietro dalla notte dei tempi: la lettura come viaggio. Potrei aggiungere che “un libro è una porta aperta sul mondo” o che “la letteratura è l’unico vero biglietto di imbarco”. Invece no: a me quella metafora fa cagare. E 1.460.000 di pagine web indicizzate su Google, una mandria di professori che si sfringuellano davanti agli aggiornamenti Opac, un esercito di iscritti a facoltà umanistiche che si sfrucugliano con immagini idealizzate di terre lontane non mi fanno cambiare idea. Perché se ci sono due cose che ti riescono bene solo a casa sono leggere e scrivere. E infatti gli scrittori ogni tanto si ammazzano.

Per cui chiudi la porta con quattro mandate, stacca il telefono, mettiti in mutande, leggi il raccontazzo di Alessandro Milanese, la poesia di quel borderline di Terry Boligol, e ascoltati la playlist di Polaroid. E se per caso ti venisse in mente che la rubrica made in UK di Fontefrancesco sia in palese contraddizione con quanto ho detto, be’, amore: l’errore è in te.

inutile non passa al body scanner.

Questo l’editoriale di Ale per il #31 di inutile. opuscolo letterario. Il numero lo trovi qui.

(M’ero dimenticato che era uscito a inizio settimana! Ma per abbonarti fai sempre in tempo!)