ciapa qua e porta a casa

«È tutto qui» è un libro di racconti (e già questa è una difficoltà da superare, nell’editoria) con uno stile brillante e magnetico. Non è solo ben scritto, con uno stile che apprezzo perchè immediato, efficace e sincero, ma è anche delicato.

Mi sa che non avevo mai linkato questa recensione di Clara di GenerAzione al mio piccolo libro. Rimedio!

com’è andata sabato

È andata che Padova era piena di gente, per le bancarelle di natale. In libreria invece son passate circa dieci persone, anche se un paio di anziani che si son riforniti di libri hanno visto solo la prima parte della presentazione.

È andata che Paolo, nonostante quello che ho scritto nella locandina, non c’era, e la presentazione l’ha gestita Chiara Canton: con la quale siamo riusciti a mettere in scena un battibecco cultural-casareccio di alto spessore intellettuale e divertentissimo. (L’esordio è stato: «Matteo Scandolin, giovane e promettente scrittore: ma con un cognome così, a quando uno pseudonimo?»… e da lì tutto in discesa!)

È andata che ormai Alberto Guariento s’è impossessato di Sushi, la prima poesia del libro, e l’ha resa un brano suo: come dovrebbe accadere in questi casi, e per fortuna è accaduto anche a noi.

È andata che Davide Cavalletti, alla sua prima volta con noi pazzoidi, ha letto uno dei racconti e nel finale, dove vengono citati dei versi di Guccini, li ha cantati: facendomi commuovere non poco.

È andata che abbiamo anche venduto un po’ di copie, e che poi siamo andati a teatro, ma soprattutto: è stata una splendida serata, e son felice d’aver trovato amici così. (Violini, sipario.)

è tutto qui dal vivo

Mercoledì 15 dicembre presso la libreria fumetteria Wonderland (V. Ca’ Rossa, 93 b), farò delle letture di alcuni racconti (o estratti) del mio È tutto qui. Iniziamo alle nove di sera, andiamo avanti un’oretta circa: con me Emanuele Cundari, che mi accompagnerà al basso. (Sì, al basso: per una volta non alla chitarra.) Se non hai niente di meglio da fare, è un’ottima occasione per vedere suonare un bravo musicista, e visitare una splendida libreria. Ah, sì, vabbè, poi c’è anche il sottoscritto: ma quella è la sfiga! 🙂

brevi dall’umbria

Vorrei raccontare di quanto mi son divertito a Firenze a cena con Ilaria Giannini e Chiara & Manuele di Intermezzi (accompagnati dal compagno di Ilaria e dal loro nuovo micetto, e da un amico mio). Vorrei raccontare di quanto mi ha fatto piacere che Attilio Scullari, il tecnico di Intermezzi, completa il trio mio editore: è una persona simpatica, disponibilissima, come già Chiara e Manuele. La presentazione del mio libro a Perugia, domenica sera, è andata benissimo. Neanche l’avessimo preparata, Attilio e io abbiamo tenuto tutto il discorso su un livello profondo ma spigliato e frizzante (pssss! come l’acqua!), e la gente si è divertita, quelle trenta persone che c’erano, e i padroni di Trottamundo Kafè Libreria – oltre a esser delle persone squisite – pure loro, mi sembravano contenti di com’è andata. E vorrei parlarti di quanto mi sento bene quando sono in Umbria, di come mi sento a casa a Gubbio grazie agli amici veri e cari che ho là. E di contro, di quant’è bello tornare a Mestre per finire a cena a sfondrarmi una carbonara a casa di Paolo.

Però, ovviamente, le parole non bastano. Quindi, grazie e basta.

ieri a Bologna

Sono sopravvissuto alle esplosioni creative del collettivo Ernest, (comprensivo di profuga parigina in skypeconferenza!), sono stato tra splendide persone, simpatiche e disponibili, e ho finalmente conosciuto Francesco Cattani (ha! io ho l’ultima copia della prima edizione di Barcazza!), Giuseppe Carletti (il disegnatore del primo numero del formato volantino di inutile!), ho visto il Fragilecontinuo, ch’è un posto piccolo ma splendido, ho mangiato benissimo, ho visto il famosissimo Modoinfoshop (libreria&bar annesso), ho camminato un po’ per Bologna, che mi fa sempre piacere. Ho citato Guccini a sproposito, sull’autobus: vabbè, mi capirai. Adesso doccia e poi colazione in centro con vecchi amici.

Poi ieri è passata anche la cara Lucilla Galanti, che come si può vedere dalla prima foto, ha anche contribuito alla realizzazione dell’albetto che Sara Pavan ha ideato partendo dal mio racconto Un momento. Vedi che una prossima laurea in giurisprudenza serve, Lucilla?

Un abbraccio grande grande alla sempre cara e sempre ottima Sara Pavan, che s’è sbattuta, ha fatto una presentazione molto molto divertente, e mi ha fatto conoscere delle persone molto care.

Lucilla Galanti e Davide Brace danno gli ultimi ritocchi agli albetti

Sara Pavan col cabaret di biscotti e albetti

L'albetto con «Un momento» e il sacchettino coi biscotti

(Clicca sulle immagini per spararle grandissime e sguaurz.)

mercoledì 10 novembre

Mercoledì 10 novembre siamo stati alla libreria Effetti personali, a Padova, ch’è una bella libreria, e abbiamo presentato il mio È tutto qui di fronte a tre persone. Alle quali la presentazione è piaciuta, e caso più unico che raro, han comprato tutti il libro: il 100% degli astanti. Mica da ridere.

A me, nonostante sia un po’ una mazzata all’autostima parlare di fronte a così poco pubblico, tutto l’ambaradan è piaciuto: anche perché Paolo Zaffaina, che conduceva la presentazione, è stato bravissimo e professionale, e le letture di Chiara Canton e Alberto Guariento stellari.

L’abbiamo considerata una prova aperta di questo modo di presentare il mio libro. Infatti replichiamo a dicembre, sempre lì: appena so la data precisa, la troverai qui.

tour

Sta per partire un minitour di presentazioni di È tutto qui. Provvisorio, come tutto nella mia vita: lo trovi a questa pagina.

Mano a mano che si aggiungeranno nuove date, le troverai lì. Mano a mano che ci saranno nuovi dettagli, li troverai lì. Se invece vuoi trovare me che parlo del libro, devi venire in quei posti che trovi lì. Oh.

Intanto, ci vediamo a Padova il 10 novembre, alle 21, alla libreria Effetti personali. Conduce la serata Paolo Zaffaina, leggono Chiara Canton e Alberto Guariento. Gioco in casa, insomma.

rinnegare? mai

Quando pubblicai un racconto per la prima volta mi fu chiesto di buttare giù due note biografiche “ironiche”. Nella mia ingenuità – e disperazione – di ventunenne seppi tirare fuori solo questo: scrive per salvarsi l’anima.
Oggi ne sorrido ma non mi sento di rinnegarle, ché alla fine – davvero – è tutto qui.

(Dal blog di Ilaria Giannini.) (La quale continua, imperterrita, a usare la frase “È tutto qui” senza pagarmi neanche un centesimo di diritti. Questa cosa non va bene.)