vabbè dai, quasi

Tre cose: Lucilla di solito non assomiglia a qualche cantante punk tedesca, come invece nella foto; non sono direttore di niente; non ci chiamiamo “l’Inutile”. Soprattutto, niente maiuscola perdio.

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a Faenza, la settimana scorsa

Il 23 aprile è la giornata mondiale del libro. La mia opinione è che le “giornate di”, in generale, siano delle vaccate: però nel 2009 mi hanno telefonato dalla Radio e TV svizzera perché, proprio per la giornata mondiale del libro, volevano una voce nuova sull’argomento e inutile pareva loro una cosa nuova e meritevole di attenzione. Io, per dirti, non sapevo neanche che il 23 aprile fosse la giornata mondiale del libro. L’intervista venne registrata per essere, nel caso, ripresa nelle loro trasmissioni, e fu imbarazzante. Non sapevo come esprimere il rapporto di inutile col “libro”. Un rapporto marginale eppure stretto, e come cazzo faccio a spiegartelo al telefono in due minuti? Alla fine l’intervistatrice, molto simpatica, mi chiese: «Senta signor Scandolin, ma perché fate quello che fate? perché fate una cosa come inutile, che non è il vostro lavoro, non vi porta guadagni… come mai?» E io risposi: «Perché è la cosa giusta da fare».

M’immagino le algide risate in redazione, lassù in Svizzera. Non sono stato avvertito di nessuna messa in onda, quindi dubito abbiano fatto qualcosa di quell’intervista, se non ridere a crepapelle tra una pausa e un servizio (vero). Continue reading →