una notte così

Appena tornato dal Flat (hanno rinnovato calendario, arredamenti, allestimento, sito: gran fighi). C’è stato un concerto di fisarmonica, molto bello, e poi un po’ di letture. Abbiamo conosciuto Franco Ventimiglia di Lettura e altri crimini, e ci è stato molto simpatico. Abbiamo poi letto la Posta del cuore del prossimo numero di inutile, quello che esce tra poche ore. E poi, visto che ero rimasto solo e qualcosa dovevo pur fare, mi son tolto un sassolino dalla scarpa e ho letto Una notte così, di Daniel Wallace, il racconto che ho chiesto e tradotto per inutile nel 2009.

Ecco, era uno dei miei sogni leggerlo di fronte a un pubblico. Finalmente ce l’ho fatta: un anno e mezzo dopo, ma ce l’ho fatta. Dicono anche che non sia andata male. Io ti riporto il testo del racconto, qui di seguito, perché è un racconto meraviglioso. Te lo riporto con gli errori di traduzione che ho fatto e che non son stati notati all’epoca della stampa, e che adesso mi fanno un po’ vergognare, ma chi se ne frega: è un racconto meraviglioso. E tornare a casa, e c’è nebbia che non vedi la fine della piazza, e camminare col sorriso: era un po’ che non mi succedeva.
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capitale umano, sì, sempre quello

Non pensavo di vedere a Mestre, in una zona tutto sommato secondaria, tanta gente appassionata di fumetti, di cosplay, di quella cosa strana che nasce quando un appassionato di fumetti ne incontra un altro: ben venga Mestrecomix!

Io mi son divertito un mondo, tra l’altro, a fare compagnia e aiutare l’amico Giacomo, il gestore della libreria Wonderland (dove puoi trovare il mio libro, dove puoi trovare tutti i libri di questi editori santi, dove puoi trovare pure inutile, e dove i soci di inutile hanno il 10% di sconto sul catalogo). Per la seconda volta mi son trovato dietro il banchetto a una mostra mercato (la prima a Torino, a maggio, con Intermezzi): e mi son trovato bene. Poi ho anche beccato un paio di vecchi amici che passavano di là e che appena mi hanno visto dietro al banchetto, da solo (Giacomo era andato a bersi un caffè) devono aver pensato chissà cosa. Intanto Giacomo sta costruendo esattamente quello che avrei voluto fare io, un negozio di libri e fumetti: e cerco di dargli una mano come posso, per quel che posso, perché sarebbe davvero brutto che a Mestre non esistesse più un negozio come quello.

Poi verso le quattro e mezza sono arrivati anche Lise e Talami, gli autori di Morte ai cavalli di Bladder Town! (già autori del contestatissimo Quasi quasi mi sbattezzo, vero signora Binetti?). Sono due ragazzi simpaticissimi, alla mano e davvero ganzi, intelligenti, capaci. Il poco tempo passato assieme prima al banchetto, poi alla presentazione, poi a cena – è stato piacevole e avrei voluto continuasse un po’ di più, cazz. Pure la presentazione, avrei voluto continuasse un po’ di più di quella che effettivamente è durata: son stati venti minuti tirati via alla fine di tutto, con molti stand che stavano già sbaraccando, la gente in libera uscita (giustamente ne aveva anche i coglioni pieni), e noi a rincorrere un po’ troppo, per quel che di solito piace a me. Ma è andata, e abbiamo venduto diverse copie di Bladder Town!, e son soddisfatto, e comunque, checcazzo, è un bel fumetto.



E poi a sera al Flat a leggere durante la jam-session domenicale di Francesco Socal: anche questa volta una serie di musicisti bravissimi, roba che mi fa venire voglia di rispolverare la chitarra e quel poco di jazz che mi avevano insegnato… Il nostro adorato Leo ha letto due bei racconti (uno di Stefano Sgambati, che ha un po’ raggelato il pubblico, un po’ l’ha divertito – merito di un accompagnamento alla batteria davvero da paura!), e ci siamo fatti valere. Domenica prossima torniamo. (Poi c’era Arma al banco, ed è sempre un piacere rivedersi.)

In tutto questo, come sempre: il capitale umano. Che son tutte le persone che incontri facendo questo “mestiere”, e che ti fanno tornare a casa più contento, più ricco: magari incontri anche gli stronzi, ma come negli altri ambiti della tua vita, li devi lasciare da parte e concentrarti sui pezzi migliori. E meno male.