che sia un buon 2011

In giro ci sono diversi allarmi, tutti prevedibili: le riviste in formato digitale, su iPad, vendono poco. In proporzione, come le loro controparti su carta. (Qui un articolo, qui un altro.) Dico che è prevedibile perché io l’avevo previsto, all’inizio di quest’anno, quando avevo parlato per la prima volta di iPad e tablet.

(…) finché non viene studiata una soluzione ottimizzata per apparecchi mobili, o comunque: apparecchi con schermo, non andremo molto più in là di “versioni della «Divina commedia» per [aggiungi nome apparecchio]”.

(Parlavo di ebook, ma il concetto e il pensiero si applica a quasi tutti i contenuti “culturali”.)

Ne parliamo quando qualcuno fa qualcosa di fatto bene, eh? (Non avendo un iPad, non ho ancora visto Vita Nòva del Sole 24 ore, che pare esser molto bella, però sarà la prima cosa che farò appena ne avrò uno. Nel 2011.)

a momenti ce ne dimenticavamo

Repubblica.it ha questa home page, in questo momento: Berlusconi che non aprirà la Conferenza nazionale della famiglia; Draghi: “stabilizzare i precari”; Michele Misseri che accusa la figlia; Tremonti e Prestigiacomo che litigano per i fondi all’ambiente; l’editoriale di Ezio Mauro (o almeno credo, c’è Ezio Mauro in foto stile santino); wifi libero; pacchi bomba rivendicati da Al Qaeda; aereo caduto in Pakistan; fiamme all’ospedale Bambin Gesù di Roma; PD, via alla convention di Renzi e Civati.

Decima notizia.

Ora, cara Repubblica, se davvero sei un giornale di sinistra, se davvero ti sta a cuore il destino della sinistra in Italia, allora magari un esperimento come quello di “Prossima fermata: Italia” dovresti lasciarlo respirare, e portarlo in primo piano, e fare in modo che sia conosciuto. Non pretendo la diretta web come fa il Post o l’Unità.

Sennò va bene, continua pure a fare il giornale di sinistra e di partito, il ruolo che spettava un tempo all’Unità, e a fare dei discorsi da borghesotti imbolsiti: continuate a dire quello che la “gente di sinistra” vuole sentirsi dire. Continuate a dire che Berlusconi è cattivo e puttaniere, e basta, ché è facile ridurre tutto ai minimi termini, no?

Qualcuno mi ha detto: «troppo comodo dire “quelli sono dei pezzi di merda, noi siamo i buoni”, a me m’ha stufato quella roba. Non l’ho mai sopportata, e non la sopporto ancora di più adesso… abbiam delle travazze così negli occhi nostri, però vai sempre a guardare le pagliuzze, le travi degli altri, però le nostre sembra proprio che non le vogliamo mai guardare». (Quel qualcuno, per inciso, è quello che ha scritto questo capolavoro.)

Obbè. Tanto, per quel che vi frega.

il migliore dei mondi possibili

O quasi. Anche se c’è ancora molta strada da fare, secondo Il Post il cammino è stato preso, e anche bene avviato.

(…) In realtà il mondo va sempre meglio. Prendendo in considerazione i dati degli anni Sessanta o Settanta, il quadro sarebbe ancora più eloquente. Molti problemi sono stati risolti, altri rimangono ma con un impatto di gran lunga inferiore rispetto al passato. Stiamo andando a finire molto bene, insomma.