etica professionale

Si fa così, di solito: si combina un casino (o si lascia che i tuoi sottoposti combinino un casino, probabilmente), ci si vergogna a morte, e poi si chiede scusa. Non una scusa che però nasconda un’accusa verso qualcun altro, o il sistema (“sì però lo fanno tutti!”, come fa di solito chi viene colto con le mani nella marmellata qui da noi): si chiede scusa, e basta.

Rueprt Murdoch potrà essere uno squalo, e magari viene fuori che sapeva tutto e se n’è ciavato in prima istanza, ma intanto ha fatto la cosa giusta: ha chiuso il giornale e ha chiesto scusa. Senza troppi giri.

Il titolo di questo post, prima che t’incazzi, vuole essere una provocazione.

(I link sono stati saccheggiati al Post: qui l’elenco dei loro articoli sul caso News Of The World.)

ma quand’è che se ne va?

Ma volendo concedere un esagerato credito di buona fede ai sostenitori dell’estraneità di quelle storie dal ruolo di un capo di governo, volendo sospendere la sfinente e infantile discussione se si possa far convivere la guida di un paese importante e moderno, nel 2011, con una vita di tanta scelleratezza, con compagnie disdicevoli e preoccupanti e con abusi di potere provati, ci sono cose più importanti che a un primo ministro non possono essere concesse e che non sono minimamente configurabili come estranee al suo ruolo.
E una, gravissima e intollerabile, è il disconoscere e il prendere le distanze dalla scuola pubblica, come Berlusconi ha fatto oggi (…)

(continua sul Post.)

basta, dai

Ho appena beccato questo post di Francesco Costa, che condivido in pieno. Il finale:

Sia chiaro, non è che non avete ragione. E capisco che, anche al netto di tutte le esagerazioni, per noi italiani la presenza nel mondo di Berlusconi è un problema molto più pressante della presenza nel mondo di Mubarak. Ma non si può far girare la propria testa e le proprie opinioni sempre e solo attorno a Berlusconi. Davvero, ci si ammala: si perdono lucidità e senso della misura. Dite sempre, giustamente, che in Italia le cose non cambiano mai. Dite sempre, giustamente, che il mondo moderno ha perso i suoi confini, che siamo tutti collegati, eccetera. Allora vi propongo un fioretto: per 48 ore smettete di occuparvi di Emilio Fede, alzate il naso, accendete la tv e mettete su Al Jazeera, che sta trasmettendo la Storia. L’Italia è sempre uguale, ma per fortuna il mondo è grande.

non è male

Leggo che anche quest’anno lo stipendio di Steve Jobs è stato di un simbolico dollaro (più 248mila dollari di spese di lavoro rimborsate dall’azienda, più 5,5milioni di azioni che hanno guadagnato il 60% di valore – le azioni ce le ha da che è tornato ad Apple nel 1997, non ne ha mai venduta una). Quello che mi stupisce di più è leggere questo passaggio dall’articolo dell’Huffington Post:

Top Apple executives, including Jobs, are employed at will, without severance or employment agreements, tax reimbursements or supplemental retirement benefits. The company also does not provide perks to the executives other than those available to non-executive employees, according to the filing.

Cioè, a parte Tim Cook cui han sganciato 5milioni per aver tenuto la baracca in pieni nel 2009, agli alti dirigenti spettano gli stessi benefit che hanno gli impiegati normali (se ho tradotto correttamente il passaggio). Non è male.

(Tra l’altro, se non sbaglio, da quando s’è comprato la Pixar l’ha mantenuta coi soldi suoi, visto che non è che guadagnassero granché fino al primo Toy Story.)

è così che si fa

“I feel like a pioneer walking into a new era. We’re discovering the questions as we go.”

Questo lo dice Keith Mastorides. Keith Mastorides è il preside di un liceo della Florida. Questo liceo, da questa settimana, ha fornito agli studenti un Amazon Kindle con i quali sostituire i libri di testo. (Non tutti, purtroppo: per il momento si tratta di testi di inglese, matematica, un po’ di scienze e alcuni romanzi: altri titoli l’anno prossimo.) Cosa succederà non lo sa Mastorides, non lo sanno gli insegnanti, non lo sanno le famiglie degli studenti, non lo sanno gli studenti e non lo sa neanche Amazon. Che intanto sa per certo che nessun altro le ha piazzato un ordine simile.

Ma anche se non lo sanno, ci provano. E si vedrà in che punto della scala da “buono” a “cattivo” si cade.

“I think it is definitely viable. What we are really coming to understand is how students learn using digital media. The students are digital natives who have been born certainly in the last 15 to 20 years and have grown up with technology and are comfortable with it,” said Gray, managing director of the American Institute for Research who studies educational innovation.

(Via Il Post.)

il migliore dei mondi possibili

O quasi. Anche se c’è ancora molta strada da fare, secondo Il Post il cammino è stato preso, e anche bene avviato.

(…) In realtà il mondo va sempre meglio. Prendendo in considerazione i dati degli anni Sessanta o Settanta, il quadro sarebbe ancora più eloquente. Molti problemi sono stati risolti, altri rimangono ma con un impatto di gran lunga inferiore rispetto al passato. Stiamo andando a finire molto bene, insomma.

che poi dicono il Texas

Michael Green si è fatto 27 anni di carcere per uno stupro che non ha mai commesso. Ha cercato in tutti i modi di dimostrare che era innocente, ma la furia della vittima dello stupro e la mancanza del test del DNA lo hanno tenuto in carcere fino a due settimane fa.

È fuori perché la nuova pubblico ministero, eletta nel 2008, s’è data da fare per chiarire 185 casi in cui era stata chiesta la prova del DNA: fino a oggi sono stati liberati altri due uomini oltre a Green.

Ms. Lykos has been pushing for a new regional crime lab to help expedite the cases. Not only were innocent men imprisoned, she said, but the victims were denied justice and the actual culprits remained free to commit other crimes. “Whenever you have an innocent person convicted, you have a triple tragedy,” she said.

Ora lui è libero, vive con una zia. La madre è morta nel 2006 e al funerale non ci è potuto andare. La fidanzata che aveva nel 1983, prima di finire in carcere, è scomparsa. Gli è stato offerto un posto di consulente nello studio legale che aveva seguito il suo caso, e lui vuole aiutare altra gente innocente a uscire di prigione. E intanto si chiede se i 2,2 milioni di dollari che lo stato del Texas gli ha offerto come indennizzo (a patto che non faccia causa), oppure se trascinare tutti quanti in tribunale e scucir loro fino all’ultimo centesimo: «Two-point-two million dollars is nothing when it comes to 27 years of my life, which I spent with mental torture and physical abuse».

(Via Il Post.)