brevi dall’umbria

Vorrei raccontare di quanto mi son divertito a Firenze a cena con Ilaria Giannini e Chiara & Manuele di Intermezzi (accompagnati dal compagno di Ilaria e dal loro nuovo micetto, e da un amico mio). Vorrei raccontare di quanto mi ha fatto piacere che Attilio Scullari, il tecnico di Intermezzi, completa il trio mio editore: è una persona simpatica, disponibilissima, come già Chiara e Manuele. La presentazione del mio libro a Perugia, domenica sera, è andata benissimo. Neanche l’avessimo preparata, Attilio e io abbiamo tenuto tutto il discorso su un livello profondo ma spigliato e frizzante (pssss! come l’acqua!), e la gente si è divertita, quelle trenta persone che c’erano, e i padroni di Trottamundo Kafè Libreria – oltre a esser delle persone squisite – pure loro, mi sembravano contenti di com’è andata. E vorrei parlarti di quanto mi sento bene quando sono in Umbria, di come mi sento a casa a Gubbio grazie agli amici veri e cari che ho là. E di contro, di quant’è bello tornare a Mestre per finire a cena a sfondrarmi una carbonara a casa di Paolo.

Però, ovviamente, le parole non bastano. Quindi, grazie e basta.

rinnegare? mai

Quando pubblicai un racconto per la prima volta mi fu chiesto di buttare giù due note biografiche “ironiche”. Nella mia ingenuità – e disperazione – di ventunenne seppi tirare fuori solo questo: scrive per salvarsi l’anima.
Oggi ne sorrido ma non mi sento di rinnegarle, ché alla fine – davvero – è tutto qui.

(Dal blog di Ilaria Giannini.) (La quale continua, imperterrita, a usare la frase “È tutto qui” senza pagarmi neanche un centesimo di diritti. Questa cosa non va bene.)