Flash! no more

Una cosa che mi infastidiva al punto tale da non considerare l’acquisto di un e-reader fino a che non avessero trovato una soluzione era il fatto che per cambiare pagina c’era un fastidioso flash al nero (sul modello che ho visto io, il primo Nook, di un amico), in maniera tale da cancellare le parole della pagina che stavi leggendo e far apparire le parole della pagina successiva.

Il nuovo Nook di Barnes & Noble ha risolto questo problema. Rimane nel passaggio da un’applicazione all’altra, ma almeno nella cosa più importante, la lettura del libro, non c’è. Un passo avanti, decisamente.

Il nuovo Nook gira con Android 2.1, e quelli di This is my next… hanno un articolo molto carino.

rilancio

Credo che sia tutta una gran ridda di puttanate. Davvero. Credo che non si arriverà a qualche “azione decisiva”. Certo è che se l’assessore della mia provincia si dice pronto:

(…) nelle vesti di consigliere comunale, a protocollare una mozione che impegna sindaco e giunta di Venezia a spingere per l’estradizione di Battisti, a intitolare una via a una delle sue vittime e, soprattutto, a considerare 43 autori (tra cui anche Agamben, professore di estetica all’Iuav) «ospiti non graditi nel Comune».

Be’, ciccio mio: questa è la puttanata delle puttanate.

squadrismo? no, mica ci arrivano fino a lì

A questi signori qui manca il concetto che l’autore è una cosa e l’opera (in questo caso dei libri) è un’altra. Chiedere la rimozione dei libri dei firmatari di un appello per la scarcerazione del terrorista latitante Cesare Battisti a me non sa di mossa squadrista, fascista, nazista o chessò io: sa di mossa stupida, di chi non vede al di là del proprio naso. E spiace dirlo di gente che sta a Martellago, paese che ho iniziato ad amare da qualche anno, dove la risposta della gente ai nostri eventi è, anche quando numericamente scarsa, sempre piena e calorosa. Forse la gente che viene ai nostri eventi sa che cosa vuol dire “cultura”.

(…) solidali con i familiari delle vittime e per mantenere vivo ed incontaminato il loro ricordo, chiediamo
Che venga adottata una forma di boicottaggio civile nei confronti degli scrittori italiani che l’11 febbraio 2004 hanno firmato la petizione a sostegno del terrorista Cesare Battisti, chiedendone la liberazione, procedendo:

1) con la rimozione delle loro opere letterarie dalle biblioteche civiche della Provincia di Venezia;
2) con la rimozione delle loro opere letterarie dalle biblioteche scolastiche presenti nel comprensorio provinciale veneziano.

antropometria

A Paolo Zardi gli amici di Neo•Edizioni han pubblicato un libro di racconti. Si intitola Antropometria. Paolo Zardi è un amico, e tra l’altro ha anche scritto una recensione più che positiva al mio È tutto qui.

Allora, premesso che Paolo è un mio amico, e che è di Padova, mentre io son di Venezia; premesso che sono ben cosciente del fatto che c’è il rischio del pompino reciproco, soprattutto dopo po’ po’ di recensione; allora, premesso questo sappi che Paolo scrive benissimo. Di più: che il libro in cui sono contenuti i racconti di Paolo è un oggetto davvero carino, e bello (i ragazzi della Neo• fanno proprio dei begli oggettini!), e ben curato.

Ci sono due cose che non mi sono piaciute: uno, il font usato nel libro (è Garamond, vero?), perché mi sembra rubasse un po’ della forza delle parole, ma è che mi sono s-passionato al Garamond da molti anni. (Ammesso e non concesso che sia Garamond, quello.) Il secondo momento in cui qualcosa m’è stonato, e son cosciente del fatto ch’è una questione squisitamente tecnica, sono i dialoghi tra i personaggi, che usano uno stile a mio gusto irreale: la gente difficilmente parla così. È come se in certi racconti, in certi passaggi di certi racconti, si fermi la narrazione, cali il sipario, e un riflettore da 6mila incornici il narratore. C’è proprio un’aura da “adesso ciappati ‘sto spiegone”, come succede in certi film: i dialoghi non servono più a portare avanti la storia, ma te la spiegano, o ti spiegano qualcosa che sta a cuore a chi parla/narra. Non succede ovunque, sennò la lettura verrebbe appesantita in maniera straziante e io metà libro me la sono mangiata in un’oretta di treno: scorre bene, eh. Perché Paolo scrive benissimo (cit. MS, poco fa). Però io sono molto sensibile ai dialoghi, e so ch’è una personalissima tara mentale mia, quella di far loro pelo e contropelo: il che spiega anche perché spesso accantono miei racconti perché hanno dei dialoghi che nella vita vera non sentiresti.

Poi un paio di racconti proprio non mi son piaciuti, ma lì si scende nei gusti personali e possiamo fare la guerra finché vogliamo, ma io ritengo D’Annunzio un mentecatto e magari tu no, e non se ne esce vivi se iniziamo con una discussione così sui racconti di Paolo. Però lo stile costruisce un’atmosfera e una tensione fortissime, roba da lasciarti stecchito; non passa inosservato e ti rimane qualcosa che sciaborda lento, dentro, prima che tu abbia assimilato tutto fino in fondo.

Come esordio, maledetto padovano, tanto di cappello.

niente di nuovo sul fronte

(…) I lettori, infatti, sono solo il 38 % sul totale della popolazione di età superiore ai 14 anni, ma solo il 10 % si possono definire “abituali”. Lo strano è che, invece, il mercato dei libri nel Belpaese si presenta, tutto sommato, solido, con un fatturato complessivo di oltre 5 miliardi di euro (…)

Ma che bella novità. Questo è il paese della gente che pubblica a pagamento senza leggere più d’un libro al mese, e Gerino si stupisce del fatturato degli editori. (Sì, ma quali? Tutti-tutti-tutti? Pure quelli che non investono proprio per un cazzo nei buoni libri?)

Da tenere in considerazione, comunque, questi post dell’amico Aldo Moscatelli (qui e qui).

(Via DottoressaDania.)