un finesettimana vissuto pericolosamente

Oggi ho sconfitto quattro mensole. La quinta era un po’ più infida delle altre, quindi il round lo giochiamo domani. (Servono spallette più lunghe, boia!) Poi tra ieri e oggi ho riorganizzato la mia stanza. Poi ho piantato chiodi e quadri e zampe nuove a mobili vecchi. Sono stati due giorni di bricolage e casa, polvere (porcatroia, quanta), libri da ricollocare, mobili spostati e anche un bel po’ di divertimento.

Fuori, nel frattempo, pioveva.

in aggiunta al post precedente

E in un tripudio di autoreferenzialità, aggiungo che Camden Town è un posto carino dove comprare due stronzate, ma che se ci vai di domenica (come abbiamo intelligentemente fatto noi) è sovrappopolato da far schifo. Al punto che la metropolitana chiude tra l’una e le cinque del pomeriggio.

Very quickly, from London

Rivedere Londra dopo dodici anni non è robetta da poco. Il nostro albergo ricorda un motel americano, e se la Dolcissima si affaccia alla finestra, la nostra stanza assomiglia a un quadro di Hopper. Però il quartiere in cui sta l’albergo (Finchley, metropolitana più vicina: East Finchley, a un paio di miglia di distanza) è carino, tipica suburbia britannica. Il Millennium Bridge mi ha fatto un po’ cagare sotto dalle vertigini. Il Tate modern che gli sta davanti è pieno di cose fantastiche, e che lo dica io che di solito odio chiudermi nei musei la dice lunga. Poi ha il wifi libero. Soho è molto carino e scoppiettante. Avremmo voluto vedere «We Will Rock You», ma non ce la facciamo. Mi sono innamorato di Starbucks, e spero che ne aprano uno a Venezia.

Domani giro per Oxford Street, Regent Street (sta lì l’Apple store, no?), Trafalgar Square. Se ce la facciamo anche la National gallery. ‘sta cosa che i musei son gratuiti è fantastica. Poi si vede. Stiamo mangiando malino, ma se posso: il rapporto qualità/prezzo di Wheterspoon non è niente male.

le nuove leve

Quel bell’uomo di Stefano Sgambati e il sottoscritto.

(da qui)

l’autografo

Ci sono anch’io, là dentro: ché a Torino Intermezzi condivideva lo stand con Las Vegas.

(Via Las Vegas, il blog.)

(Un saluto a tutti quelli che son passati di là. Noi eravamo parecchio accampati, però ci siam divertiti. Io mi son divertito. A sistemare la cassa. 🙂 )