abbasso i parrucconi

Giuro che restare serio mentre quei due recitavano così non è stato per niente facile.

ronin

L’amico Paolo e la sua signora mi han regalato per natale Ronin di Frank Miller, la sua prima creazione “seria”. Be’, mi è piaciuto tantissimo. Si sente che c’è ancora un po’ di lavoro da fare, soprattutto per la sceneggiatura, ma è un lavoro che merita davvero, e tanto.

Anche se io rimango attaccato al Miller di Born Again, la splendida saga che ha ridefinito il personaggio di Devil nel 1986.

com’è andata sabato

È andata che Padova era piena di gente, per le bancarelle di natale. In libreria invece son passate circa dieci persone, anche se un paio di anziani che si son riforniti di libri hanno visto solo la prima parte della presentazione.

È andata che Paolo, nonostante quello che ho scritto nella locandina, non c’era, e la presentazione l’ha gestita Chiara Canton: con la quale siamo riusciti a mettere in scena un battibecco cultural-casareccio di alto spessore intellettuale e divertentissimo. (L’esordio è stato: «Matteo Scandolin, giovane e promettente scrittore: ma con un cognome così, a quando uno pseudonimo?»… e da lì tutto in discesa!)

È andata che ormai Alberto Guariento s’è impossessato di Sushi, la prima poesia del libro, e l’ha resa un brano suo: come dovrebbe accadere in questi casi, e per fortuna è accaduto anche a noi.

È andata che Davide Cavalletti, alla sua prima volta con noi pazzoidi, ha letto uno dei racconti e nel finale, dove vengono citati dei versi di Guccini, li ha cantati: facendomi commuovere non poco.

È andata che abbiamo anche venduto un po’ di copie, e che poi siamo andati a teatro, ma soprattutto: è stata una splendida serata, e son felice d’aver trovato amici così. (Violini, sipario.)

mercoledì 10 novembre

Mercoledì 10 novembre siamo stati alla libreria Effetti personali, a Padova, ch’è una bella libreria, e abbiamo presentato il mio È tutto qui di fronte a tre persone. Alle quali la presentazione è piaciuta, e caso più unico che raro, han comprato tutti il libro: il 100% degli astanti. Mica da ridere.

A me, nonostante sia un po’ una mazzata all’autostima parlare di fronte a così poco pubblico, tutto l’ambaradan è piaciuto: anche perché Paolo Zaffaina, che conduceva la presentazione, è stato bravissimo e professionale, e le letture di Chiara Canton e Alberto Guariento stellari.

L’abbiamo considerata una prova aperta di questo modo di presentare il mio libro. Infatti replichiamo a dicembre, sempre lì: appena so la data precisa, la troverai qui.

sient’amme

Luca Gallo, Paolo Zaffaina e io alla presentazione di Come l’insalata sotto la neve, sabato 5 giugno, alla libreria Effetti personali (Padova).

Luca Gallo e MS

Foto, nuovamente, di Nicole Miotto.

dopo la cura

Mi dicono che La cura, lo spettacolo della compagnia Teatroasincrono e scritta dall’amico Paolo Zaffaina, interpretata da un po’ di amici miei (tra cui la Divina Chiara Canton) sia andato molto bene. E la rabbia per non esserci andato cresce!

la cura

Giovedì 11 marzo 2010 al Nuovo Teatro di Mirano (Via della Vittoria, 75) la compagnia Teatroasincrono porterà in scena La cura, di Paolo Zaffaina, che ho citato brevemente qualche mese fa.

Se sei in zona vai, che ne vale davvero la pena.

approccio al teatro

La nuova puntata di “Teatrismi“, la rubrica sul teatro di Paolo Zaffaina, che pubblichiamo su inutile tutti i mesi.

(…) Di conseguenza, e poi termino, alla luce di tutto ciò dalla prossima puntata e per alcune che seguiranno (B.V.M.S. permettendo) terrò un micro-corso o, se preferite, scriverò un piccolo vademecum dal titolo “Approccio al teatro: piccoli critici in erba” (qualsiasi battuta sull’erba che vi possa venire in mente l’ho già pensata io), un modo divertente con cui affrontare a cuor leggero ma con un minimo di cognizione di causa alcuni aspetti tecnici di uno spettacolo teatrale, dal testo alla regia, dalla recitazione alle scenografie, sperando che questo non abbatta in modo drammatico il numero di accessi al sito di inutile.

Alcuni appunti miei, premettendo che il “B.V.M.S.” sono io:

(a) quando insieme agli altri mi sono immaginato lo slogan “inutile fa cultura”, be’ immaginavo esattamente degli articoli come questo.

(b) Il buon vecchio Zaffaina non ha ancora capito che io dentro inutile valgo quanto il due di picche, quindi non gli devo permettere un bel niente: e comunque la sua rubrica piace talmente tanto che si può permettere quel che vuole! 🙂

(c) inutile va minuscolo, minuscolo!

(d) Io credo che una cosa del genere aumenti gli accessi, amico mio, li aumenti.

Grazie, Zaff.