No Rocket Science 3.0

Se ho fatto bene i conti, è il terzo sentiero che No Rocket Science ha preso, in tre anni. Tutti e tre sono stati intrapresi con cuore alto e sguardo fiero, e per diversi motivi due non hanno funzionato come pensavamo avrebbero. Vediamo come va questo nuovo tentativo, fatto a forma di newsletter, ma siamo già pronti e carichi, con un sacco di cose da dire. Tu iscriviti.

Engage

La nostalgia è una brutta bestia, lo so. Cerco sempre di difendermi, per quanto possibile. (Si può, volendo, aprire una discussione su: meglio la nostalgia o i rimpianti? Così su due piedi, tra i due, preferisco la nostalgia, ma lasciamo perdere.) Però di tutti i revival degli ultimi anni, l’unico che non mi è sembrato fuori luogo è il ritorno di Star Trek sul piccolo schermo: era una serie che mancava da troppo, e che era stata sostituita da dei pessimi film fatti dal pessimo JJ Abrams. Come se i detentori dei diritti della creatura di Roddenberry avessero abdicato al loro ruolo, in un mondo fatto di serie tv cattive, sporche, realistiche.

Quando ho saputo che avrebbero fatto una serie tv su Picard, e che Patrick Stewart sarebbe tornato a interpretare il personaggio che porto forse più stretto al cuore, citai una cosa cui credo e penso molto, in una puntata di Pilota: dopo tanti anni a mostrarci in maniera realistica che il mondo è un brutto posto attraverso serie anche meravigliose (ciao, Breaking Bad) ma drammatiche, senza speranza; oppure: dopo tanti anni a portarci via da quel brutto posto attraverso serie comiche (e non c’è niente di male nell’escapismo, eh), era tornato il momento di indicare una strada.

Che io credo sempre che non basti dire “che brutta questa situazione”: sia necessario – necessario, proprio – indicare un’alternativa, mostrare che non ci sono solo le cose pessime intorno a noi, ma anche quelle belle, meravigliose, che danno speranza. «We have to be the torchbearers» dice Michale Burnham in Discovery. «Casting the light so we can see our path to lasting peace.»

Che oh, son tutti discorsi che sto facendo senza aver visto la serie su Picard, che debutta l’anno prossimo. Ma non puoi stravolgere quel personaggio, non puoi farlo diventare un cinico distaccato. E sono contento che abbiano deciso di riprovare a mostrare che le cose, anche quando sono pessime, possono essere affrontate. Si può dare un’alternativa, superare i conflitti in maniera positiva. È quello che Star Trek, nelle sue forme migliori, ha saputo fare meglio; ed è anche quello che l’ha inchiodato a terra quando non ha saputo gestire questa sua caratteristica (soprattutto quando ha iniziato a mettere effetti speciali e scene d’azione coreografate malissimo per dare l’idea di dinamismo).

In Star Trek: Picard, il cui trailer più esteso è uscito ieri, pare che siano riusciti a mettere insieme i soldi, per fare una serie anche visivamente moderna, le capacità di scrittura, e gli attori. Spero che mantenga le premesse, cioè di aggiornare uno dei personaggi che più hanno definito la mia vita e portarlo nel mondo moderno: ma essendo Stewart coinvolto fino ai capelli, sono abbastanza ottimista.

(Ora devo solo recuperare la seconda stagione di Discovery.)

Bei podcast, 13 luglio

Uno che ascolto da sempre


Incredibile come non ne abbia ancora parlato: You Must Remember This è uno dei podcast più importanti del mondo. Parla di cinema, ma non tanto dei film: quanto di tutto quello che sta intorno ai film, durante i cent’anni di storia di Hollywood.

Uno che ho appena scoperto


Già che stavo ascoltando Dirty John mi son detto: e quali altri podcast fa, questo network? Il network è Wondery, i podcast sono per lo più di true crime e Dr. Death è interessante, tremendo, spaventoso almeno quanto Dirty John.

Bei podcast, 6 luglio

Uno che ascolto da tanto


The Impromptu è uno show sulla tecnologia (in particolare Apple, ma non solo), e i due conduttori ce l’hanno in maniera particolare coi social network. Il podcast che fa per me.

Uno che ho appena scoperto

Dirty John
Ormai ha quasi due anni, ma lo sto ascoltando soltanto ora: Dirty John, una storia incredibile di menzogne, violenze, manipolazioni. Ne è stata tratta una serie tv (che mi dicono esser brutta) e ne parlò anche Alice Alessandri in una puntata di Pilota.

Bei podcast, 30 giugno

ECCEZIONALMENTE!, di domnenica. Se vuoi rinfrescarvi con del gelato, guarda prima Stuff: il gelato che uccide su Prime Video: fa ridere, ma è un bel film.

Uno che ascolto da tanto


The incomparable: per quanto mi piaccia essere completista nelle cose che ascolto, lo show che ha lanciato il network di podcast pop che porta lo stesso nome ha più di 400 episodi all’attivo e tratta talmente tante cose che mi sarebbe impossibile ascoltare tutto. Per esempio, salto ogni puntata in cui parla di Guerre Stellari 🙃

Uno che ho appena scoperto


Not by accident, purtroppo al momento in pausa (molto lunga). È un documentario che racconta la scelta di diventare una single mother. Molto bello, molto personale.

Bonus

Alla fine Dummy System è uscito, ed è una bomba.

Bei podcast, 22 giugno

Ehi, è caldo, ho fatto 37 anni, non riesco a stare dietro a tutto. Ma ecco un’altra infornata di bei podcast da ascoltare.

Uno che ascolto da tanto

The pessimist archive, un podcast fantastico. Ogni puntata prende un argomento che diamo oggi per scontato e ci dimostra che alla sua introduzione c’erano gli stessi toni da fine del mondo che usiamo normalmente per tutte le novità di questi pessimi tempi moderni.

Uno che ho appena scoperto

Be my diary, di Rossella Pivanti, scoperto grazie a quel dritto di Andrea Ciraolo. È il diario personale di Rossella, ma in forma di audio. Lei dimostra anche notevoli capacità di montaggio e sound design.

Bonus

Eleonora Caruso e Andrea Di Lecce hanno iniziato Dummy System, un podcast su Evangelion, dacché da ieri 21 giugno 2019 l’anime è su Netflix.

Bei podcast – 8 giugno

E lo sapevo che tra una cosa e l’altra avrei saltato degli appuntamenti. Ricominciamo.

Uno che ascolto da tanto

Fumble. Ok, gioco in casa, qui, lo so. Però se vuoi ascoltare il miglior podcast di live playing che c’è in Italia non hai scelta: è Fumble.

Uno che ho appena scoperto

IRL. La settimana puntata della quarta stagione è bellissima.

Inchiostro ad Alessandria

Da tanti anni ad Alessandria succede Inchiostro Festival, che è bello. Arrivi in città, ti stupisci della quantità di serenità e benessere che possono esplodere all’interno di un chiostro, e decidi che ci vuoi tornare ogni anno, per continuare a innamorarti. Poi Andrea ti dice: ma perché non registriamo tutto l’audio degli incontri? E Lavinia dice: eccomi!, e questo ancora prima di vedere che c’era Ivo Milazzo in programma. E quindi: se vuoi passare ad Alessandria per salutarci, passa pure: ma passa perché il festival è bello, è grande anche se tenuto piccolo, e perché è la dimostrazione che le persone belle (ciao Andrea ❤️, ciao tutti voi che fate Inchiostro) attirano, e fanno, cose e persone belle.

Due miliardi e spicci

In più o meno dieci giorni di programmazione, Avengers: Endgame ha incassato quasi 2 miliardi e 200 milioni di dollari in tutto il mondo. Sono andato a vederlo due volte, pagando entrambe le volte un prezzo pieno: ho contribuito in maniera attiva al suo successo. E mi è piaciuto moltissimo, entrambe le volte che l’ho visto. È un film spettacolare che riesce a tenere al centro di tutto un grande cuore, un grande affetto per i suoi personaggi 💬 e culmine perfetto di una scommessa vinta certo con un sacco di soldi d’investimento, ma anche la capacità di riconoscere che senza una buona storia non se ne faceva niente. E a parte alcune cadute terrificanti durante questi dieci anni, tutti i 22 film del Marvel Cinematic Universe hanno delle sceneggiature che stanno in piedi, e anche quando non è il caso cercano di sviluppare i loro personaggi. Raramente abbiamo avuto un film scritto male sia per storia che per personaggi. E quindi evviva: la prova concreta che puoi fare film pym pùm pàm senza dimenticare a casa la parte più importante, la storia, e usare giustificazioni stupide come «Ma tanto è un film d’azione»💬💬.

Io sono anche convinto che attraverso film come questi incidi potentemente sul mondo, ispiri più di una generazione a fare qualcosa di positivo per tutti. Ma questo è un altro discorso.

Detto questo, vorrei che non ci dimenticassimo che l’industria cinematografica è fatta di giganteschi blockbuster ma anche di film minori per budget e spettacolarità visive, che sono altrettanto importanti. Il giorno in cui ho visto Endgame la prima volta, subito dopo mi son fatto un’oretta e mezzo totalmente diversa con Ancora un giorno, un film che consiglio caldamente a chiunque. Niente di più lontano da un film coi supereroi, eppure un’esperienza magnifica. L’indotto dei colossal è importante in primo luogo per chi li fa: con i 22 film Marvel le famiglie di un sacco di maestranze hanno avuto di che mangiare per dieci anni, e dal momento che non hanno intenzione di finirla qui presumibilmente mangeranno ancora per diversi anni, ma andiamo a vedere anche altri film, altri generi, che hanno bisogno di rientrare nel budget quanto e più di film simili. E non è che se li perdiamo al cinema allora è finita: possiamo recuperarli attraverso il noleggio o le piattaforme di streaming legali.

Non dimentichiamoci di tenere le cose in equilibrio: la nostra dieta culturale dev’essere bilanciata, come la dieta che mangiamo. Poi magari ti diverti di più con certi film rispetto ad altri, ma è importante non andare a senso unico.

  1. 💬 A parte la Vedova nera, ma non entriamo nell’argomento.[⤴️]
  2. 💬💬 Cosa che avrebbe già dovuta esser molto chiara, con Fury Road.[⤴️]

Bei podcast – 4 maggio

Un paio di settimane di vuoto nella mia rubrica di suggerimenti d’ascolto. Ma avevo ampiamente preventivato salti simili.

Uno che ascolto da tanto

The critical path: Horace Dediu è un analista indipendente, che negli anni si è fatto notare per una capacità di analisi fuori dal comune. Il podcast è nato per analizzare il mondo tecnologico attraverso il filtro di Apple, ma oggi la parte dedicata ad Apple è decisamente meno: nell’ultima puntata si parla di privacy, per esempio.

Uno che ho appena scoperto

Found, che purtroppo è finito nel 2017 – ma io l’ho scoperto solo ora. Ricostruire la vita delle persone a partire da bigliettini, carte, cose trovate per caso per strada. Storie decisamente affascinanti.

Bei podcast – 13 aprile

Sto barando, e alla stragrande, preparando questo post con diversi giorni di anticipo. Ma comunque, ecco un altro paio di suggerimenti!

UNO CHE ASCOLTO DA TANTO

99% invisible, come non citarlo qui dopo che l’ho citato ovunque, a voce e in tutte le interviste che riguardano i podcast che io abbia mai dato. Un podcast che parla di come il design impatta sulle nostre vite, dalle scelte sui suoni per un cartone animato ai cartelli stradali alle bandiere.

UNO CHE HO APPENA SCOPERTO

Abisso editoriale, un podcast dove non le mandano a dire, in un ambiente dove troppo spesso vince l’ipocrisia e si incensano prodotti editoriali orripilanti solo perché se si parla male poi si rischiano future collaborazioni o altri motivi idioti. Brave. (Ogni tanto tenete i voltapagina troppo lunghi, ma non importa ❤️)

La biblioteca dei libri perduti

Ha ragione l’attacco dell’articolo del Guardian: sembra l’inizio di un libro di Zafón.

The Libro de los Epítomes manuscript, which is more than a foot thick, contains more than 2,000 pages and summaries from the library of Hernando Colón, the illegitimate son of Christopher Columbus who made it his life’s work to create the biggest library the world had ever known in the early part of the 16th century. [link]

inutile in giro, ad aprile

Per il momento (non si sa mai che ci prenda il matto e improvvisiamo qualcosa! 🙃) c’è una data sola: a Torino, sabato 13 aprile, cioè questo: Da Emilia, che è un bel posto in Corso San Maurizio. Ci vediamo alle 12 per fare brunch e parlare di inutile, e di riviste, e quant’altro. Qui maggiori informazioni.