Su David Foster Wallace

By MS on 21 settembre 2008 — 1 min read

Che gli americani se ne dolessero, della sua morte, era un po’ scontato: pare che fosse uno dei migliori scrittori degli ultimi 50 anni. (E io, ovviamente, me ne accorgerò tra 5, se non 10 anni.) Per esempio, McSweeney «is devastated and lost». John Gruber ha linkato tutto quel che trovava, e scritto un toccante fireball su di lui. Granta fa un lavoro d’archivio di quelli che scrivono di lui dopo il suicidio: un bel po’ di gente.

La cosa più strana, e più bella, è che pure in Italia c’è qualcuno che lo ricorda. Einaudi, che l’ha pubblicato, gli dedica una pagina di ricordi e tributi dai lettori qualunque. Lettera, che è una rivista online mica male, fa una schermata nera con le iniziali e le date: 1962-2008.

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