Primo: comprati o noleggiati il dvd, e guardatelo in lingua originale. Per diversi motivi: innanzitutto, perché fa bene alla propria salute guardare un film in lingua originale, non storpiato dal doppiaggio. (E non dico soltanto le traduzioni a cazzo, o le voci che non c’azzeccano. È proprio una questione di suoni, e di sovrapposizioni di voci nuove ai suoni d’ambiente originali.) E poi perché la protagonista si chiama “Summer”, no “Sole”. Che per carità, chi ha curato la traduzione è stato anche abbastanza bravo da trovare un nome che potesse fare il paio con la sorpresona del finale, però checcazzo.

Secondo: la voce narrante di (500) Days Of Summer dice che non è un film d’amore, e in un certo senso è vero: è una riflessione sull’amore, sui cliché dell’amore, e sui cliché dei film d’amore. Solo che tutto questo non è in superficie, ma emerge come un sottotesto durante i 95 minuti di durata. 95 minuti pieni, intensi, con due star della madonna (Joseph Gordon-Levitt e Zooey Deschanel). Però è un film d’amore: quindi sappilo, quando lo compri, o lo noleggi. Non vedrai una puntata di Dawson’s Creek, per fortuna, però non credere di andare incontro a una storia cinica e violenta su come è bello scoparsi i primi che passano per strada.

Terzo: il montaggio, che salta avanti e indietro durante tutta la storia, durante tutti i 500 giorni, può lasciare un po’ spaesati. Ma è l’unico modo per raccontare una storia che finisce: saltare tra quando andava tutto bene e quando l’acqua t’arriva alla gola e non sai che cazzo fare. E anzi, sai che cosa fare: ricordare, e cercare di riprenderti l’unica cosa che conta: lei. E poi, ovviamente, la rinascita.

Quarto: la musica è fenomenale. Non sono un grande fan degli Smiths, contrariamente a Summer e Tom, ma le scelte musicali di Marc Webb sono azzeccate, coinvolgenti, e soprattutto: intelligenti. C’è poi quel piccolo capolavoro della scena del balletto, che è piuttosto famosa su YouTube: dà il tono del film, quando il film è allegro. E quando il film non è allegro… be’, ci siam passati tutti, no?

Quinto: lui e lei. Lei e lui. Joseph Gordon-Levitt e Zooey Deschanel. Sono follemente innamorato di Zooey. (Di quell’innamoramento idiota che si può provare per le star del cinema, eh, non prendermi alla lettera.) Ma tutti e due sono bravissimi, anche se nel film mi piace più lui che lei, come recitazione. E belli, bellissimi. Giovani, quasi-innamorati, e belli. A posto.

Sesto: (500) Days Of Summer è uno di quel film da vedere quando hai voglia di una bella storia, sì, ma che non sia il lieto fine scontato hollywoodiano. Questo è grande cinema, e il grande cinema in qualche modo racconta sempre la vita vera. Ecco.

PS: Quest’articolo è stato scritto da me, e “me”, come tutti sanno, è un maschietto. Se tu che leggi sei una femminuccia, cambia tutti i pronomi e gli aggettivi al femminile, ma non scrivermi email infuriate perché ho scritto una recensione maschilista. L’alternativa era scrivere cose come: «e cercare di riprenderti l’unica cosa che conta: lei/lui». Direi che non c’è storia.