che poi dicono il Texas

By MS on 19 agosto 2010 — 1 min read

Michael Green si è fatto 27 anni di carcere per uno stupro che non ha mai commesso. Ha cercato in tutti i modi di dimostrare che era innocente, ma la furia della vittima dello stupro e la mancanza del test del DNA lo hanno tenuto in carcere fino a due settimane fa.

È fuori perché la nuova pubblico ministero, eletta nel 2008, s’è data da fare per chiarire 185 casi in cui era stata chiesta la prova del DNA: fino a oggi sono stati liberati altri due uomini oltre a Green.

Ms. Lykos has been pushing for a new regional crime lab to help expedite the cases. Not only were innocent men imprisoned, she said, but the victims were denied justice and the actual culprits remained free to commit other crimes. “Whenever you have an innocent person convicted, you have a triple tragedy,” she said.

Ora lui è libero, vive con una zia. La madre è morta nel 2006 e al funerale non ci è potuto andare. La fidanzata che aveva nel 1983, prima di finire in carcere, è scomparsa. Gli è stato offerto un posto di consulente nello studio legale che aveva seguito il suo caso, e lui vuole aiutare altra gente innocente a uscire di prigione. E intanto si chiede se i 2,2 milioni di dollari che lo stato del Texas gli ha offerto come indennizzo (a patto che non faccia causa), oppure se trascinare tutti quanti in tribunale e scucir loro fino all’ultimo centesimo: «Two-point-two million dollars is nothing when it comes to 27 years of my life, which I spent with mental torture and physical abuse».

(Via Il Post.)

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