tre ombre

By MS on 12 agosto 2010 — 1 min read

Cyril Pedrosa da bambino voleva fare il disegnatore. Da grande fa il disegnatore: una di quelle storie che dimostrano che, vaffanculo, i sogni si possono anche raggiungere e realizzare. Al punto che non solo “fa il disegnatore”, ma ha lavorato in Disney (per il Gobbo di Notre-Dame e Hercules); adesso fa il disegnatore che vince premi, che è una professione che qui in Italia difficilmente ti permetterebbe di portare a casa più d’un pasto al giorno.

Uno di questi premi l’ha vinto per il romanzo a fumetti Tre ombre, che è la storia di un padre che non si vuole arrendere alle tre ombre che sono venute a reclamare il figlio, e inizia un viaggio attraverso il mondo per portarlo alla salvezza. Ovviamente le tre ombre sono quello che sembrano, spiriti della morte, ma non va tutto esattamente come te lo potresti aspettare, nel finale.

Me lo sono fumato in una notte sola, ché volevo assolutamente sapere come andava a finire: il segno di Pedrosa, ch’è classico e moderno allo stesso tempo, aiuta a scorrere pagina dopo pagina, e la storia tiene botta fino alla fine, dolcissima e terribile. Io mi ci sono commosso, sopra Tre ombre, ma ormai lo so che non faccio testo.

(Questo volume m’è stato tirato dietro al Salone del libro di Torino, da un amico che lavora per le Edizioni BD: un po’ lui un po’ la morosa me l’hanno caldamente suggerito. Grazie Andrea, grazie Elisa.)

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