labor limae

Ho molta stima dello staff di 37signals: fanno ottime applicazioni per il web e hanno uno spiccato senso del design. Sulla qualità delle loro webapp posso testimoniare in prima persona: utilizzo spesso Writeboard come piattaforma collaborativa per i documenti, un paio di volte ho usato Ta-da-list, abbiamo un account base-base-quasi-schifo con inutile per Basecamp (anche se non lo usiamo tanto, c’è da dire). Non mi piacciono gli equivalenti made in Google perché non hanno lo stesso senso estetico, non sanno costruire graficamente le loro idee come quelli di 37signals: e poi mi bastano le funzioni “base”. Tra l’altro a livello di design, credo che le uniche cose belle e funzionali che vengon fuori da Google siano la home page di google.com e i risultati delle ricerche (con l’anteprima). Ma questi son discorsi lunghi ed entrano di sguincio nell’argomento di questo post.

In questi giorni mi sono dedicato a una profonda riorganizzazione e ottimizzazione del sito dell’associazione, e ho fatto qualcosa anche per il sito della rivista. Non sono un grafico, anche se mi diverto molto e mi piace tenermi aggiornato – fino a dove capisco, poi è un po’ come la religione, diventa una questione di fede. Una delle varie cose che ho letto sul blog dei 37signals, Signal Vs. Noise, è: se è vero che è tutto design, è anche tutto marketing. Le parole che usi nel tuo sito sono le parole che ti presentano agli sconosciuti, quindi è meglio che siano chiare e precise, e che chi le legge capisca quello che deve capire e non abbia dubbi.

(Sì: si applica a qualsiasi uso del linguaggio, lo so.)

Ho rifatto le pagine che prevedono una transazione economica, per renderle più comprensibili e precise, in maniera che non ci fossero ripetizioni, inceppamenti, paragrafi d’oscura comprensione. Ce n’erano parecchi: perché mi capita di costruire le pagine per i nostri siti alla bell’e meglio, pensando di correggere dopo. E dopo, ovvio, non arriva mai. Credo comunque che sia la cosa migliore, pubblicare tutto quello che è necessario pubblicare subito, anche se è acerbo: meglio avere una cosa e verificare come funziona ed eventualmente correggerla, che aspettare mesi per ottenere la “pagina perfetta”.

Niente di che: adesso volevo solo dire che fare queste cose mi piace anche se non credo potrebbe essere il mio lavoro “vero” (quello che mi dà da mangiare). Fai un salto sui siti dell’associazione e della rivista, dimmi come ti sembrano, se son più chiari di prima. E se non hai idea di come fossero prima, soprattutto le pagine dove si possono comprare le magliette o sottoscrivere un abbonamento, meglio: dimmi se è tutto chiaro, adesso. Tenendo conto che è un cantiere aperto… come sempre.