al solito

By MS on 5 gennaio 2011 — 1 min read

Tutto bene nella recensione di Curzio Maltese al nuovo film di Clint Eastwood, Hereafter. (Tutto bene una ceppa, ch’è un miscuglio di luoghi comuni da recensione di Repubblica, ma non importa.) Una cosa in particolare m’ha stupito, ed è questo passaggio:

È la storia di tre persone toccate in maniera differente dalla morte, che convergono soltanto nel finale. A San Francisco vive George (Matt Damon), un uomo che ha il dono terribile di parlare con i morti. A Parigi lavora Marie (Cècile de France), giornalista televisiva giovane, bella e famosa, che vive un’esperienza fra la vita e la morte durante il devastante tsunami in Indonesia. A Londra cerca di crescere Marcus, un dodicenne con la madre tossica e un fratellino gemello morto in un incidente stradale.

Ok, allora: Matt Damon è Matt Damon, diamogli la dignità di mettere il suo nome vicino a quello del suo personaggio. Lei è la protagonista donna, quindi diamole la dignità del nome accanto a quello del suo personaggio. E il pupo? Il pupo chi se ne chiava, tanto è solo uno dei tanti bambini prodigio di Hollywood. (In realtà probabilmente la difficoltà è tecnica: il personaggio è interpretato da due attori. Difficoltà tecnica insuperabile, per una recensione.)

Detto questo, io stanotte mi son rivisto Million Dollar Baby e confermo che è uno dei film della mia vita. Immenso.

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