Roberto Vecchioni dice che sente la presenza di dio. Buon per lui: ma non mi toglierà il gusto di ascoltare (sue) canzoni come La stazione di Zima, e cantare con lui:

perché vedi, l’importante non è che tu ci sia o non ci sia:
l’importante è la mia vita finché sarà la mia:
con te, Signore è tutto così grande, così spaventosamente grande,
che non è mio, non fa per me

Io spero di non arrivare mai ad avere bisogno di dio nella mia vita, perché lo vedrei come un immiserimento della mia condizione umana. Siamo vivi e poi crepiamo, fine: dobbiamo fare dei giorni che abbiamo la cosa migliore che possiamo con le capacità che ci siamo costruiti nel tempo, e non rompere il cazzo con consolazioni nella vita eterna, abbracci divini e presenze metafisiche. La metafisica subentra per quello che facciamo in vita: se l’abbiamo sprecata, se l’abbiamo fatta fruttare, sta solo a noi. Tu, io e quelli come noi. Sennò è facile.