By MS on 24 dicembre 2011 — 1 min read

Se devi pagare in banconote il tuo cappotto nuovo, gli attribuirai un valore; ma ogni valore evapora nel codice Pin della carta di credito. Non percepisci più la spesa, e in conseguenza non t’accorgi nemmeno di cosa stai acquistando.

Ma che cazzo stai dicendo, Michele Ainis? L’ultimo cappotto che ho comprato l’ho pagato col bancomat, so benissimo quanto l’ho pagato (180 euro, grossomodo), e lo tratto bene come tratto bene tutti i capi di abbigliamento di un certo tipo (i jeans meno bene, per dire, ma non perché li pago 19 euro). Il primo cappotto che mi ha comprato mio padre ha resistito quattro anni (io ne avevo quindici: fai i conti tu, Ainis), e sapevo benissimo che era costato qualcosa come 400mila lire, e mi comportavo di conseguenza. Il MacBook con cui scrivo queste righe l’ho pagato quasi 2mila euro: pagato col bancomat. Non vedo il nesso, davvero, tra la tipologia di acquisto e come vivo poi il bene che ho acquistato.

(Disclaimer: devo leggere l’articolo per intero, me l’ha linkato il mio socio Ale e l’unica cosa su cui mi sono soffermato – per caso – è questa frase che m’ha fatto saltare la mosca al naso. Ne riparliamo, magari, quando l’ho letto tutto.)

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