Il tema è che dovremmo auspicare una società più mobile e meritocratica per tutti, così da fare in modo che non solo i figli dei professori diventino professori (e i figli dei notai, notai e i figli degli avvocati, avvocati) e che anche giovani bravi e capaci ma magari non abbienti possano costruire sul proprio talento. Mi pare che questo governo stia lavorando in questa direzione più di ogni altro governo precedente e non è che possiamo ritenere che questo lavoro valga meno perché la figlia del ministro del Lavoro ha messo a frutto studiando le sue notevoli opportunità.