Il «vero Marco?» di padre Boschi, però, una cosa l’ha sancita: ci sono momenti nella vita in cui abbiamo il bisogno ma anche il diritto di condividere il dolore e la gioia. Alla fine le cose sono semplici: non sono tante quelle che contano davvero. Conta chi amiamo, come viviamo, chi è con noi quando moriamo e nasciamo: genitori, amici, figli, amori. Per questo io credo, per esempio, che sarebbe bello e giusto che chi desidera sposarsi, uomo o donna che sia, possa sposare chi ama, uomo o donna che sia.
Non tutto ha un nome, ma tutti hanno il diritto di ricevere anche pubblicamente l’affetto degli altri nei momenti più difficili come in quelli più felici. È stato bello, e giusto, che padre Boschi si sia sentito libero di dire pubblicamente «vero Marco?» per consolare la persona che forse in quel momento stava soffrendo di più per la morte improvvisa di Lucio Dalla. E sarebbe bello che tutti dessimo per scontato che l’amore, la condivisione del dolore e della gioia, l’umanità, siano regole a cui non venir mai meno, qualunque sia il nostro credo. E si farà l’amore ognuno come gli va.

La cosa più semplice e più vera che ho letto in giro sul rapporto tra Dalla e il suo compagno l’ha scritta Daria Bignardi un paio di giorni fa.

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