di podcast, di cultura, di educazione

By MS on 28 maggio 2012 — 2 mins read

(dieci giorni fa, più o meno, ho scritto questa cosa per inutile: la ripubblico qui, ché comunque la sento molto molto mia e mi piace assai. Non c’è scritto, ma nulla di tutto questo sarebbe possibile senza Giulio D’Antona, nel quale ho trovato una sponda infallibile e ineguagliabile per queste cose folli. Tra l’altro, nei commenti è nata una bella discussione con Federico Di Vita.)

Il primo aprile, quasi fosse uno scherzo, abbiamo fatto partire un nostro nuovo progetto: si chiama La trasmissione, ed è un network di podcast. Per il momento è l’idea di un network, visto che ne stiamo producendo uno soltanto (si chiama Tourette): ma sono in arrivo altri due podcast.

A me i podcast piacciono tanto, e la radio no. Ho provato a ragionare e a capire perché quelli sì e questa no: l’unica costante è che i podcast che mi piacciono sono stranieri: sono abbonato a questi tutti i programmi dei pazzi di 5by5, per dire. Mica solo perché parlano di tecnologia e di Apple: perché parlano di tecnologia e di Apple senza trattare chi ascolta come un bambino da educare: parlano, e non annoiano. Alla radio italiana invece ho sempre recuperato tanta noia e tanta voglia di fare qualcos’altro, anche se nel periodo in cui Condor andava in onda andavo in ufficio contento, tutti i giorni.

Tra la narrativa “tanto a un chilo” e la narrativa fatta con forza c’è una bella differenza: a dei bambini non lo saprei spiegare tanto facilmente, perché coi bambini io non sono capace di fare niente: ma a un adulto forse ci riesco. E sì, si possono educare anche gli adulti: basta non trattarli da bambini. (In realtà, neanche i bambini li devi trattare da bambini: ma non c’entra, e ripeto: coi bambini non ci so fare.) Questo è lo scopo de La trasmissione: fare dei discorsi sulla cultura e quello che ci sta intorno senza annoiare, senza trattare nessuno da scemo, senza mettersi in cattedra. In Tourette si parla per lo più di narrativa ed editoria, e riviste, e il mondo sotterraneo delle cose piccole fatte col cuore, senza soldi, e lo facciamo senza annoiare, senza trattare nessuno da scemo, senza metterci in cattedra. La letteratura non dev’essere per forza salvifica, diciamo nel primo episodio di Tourette: be’, neanche la divulgazione culturale. Noi dobbiamo scatenarvi un interesse gigantesco e inarrestabile, offrendo tanti spunti interessanti (cercando, almeno): però poi quale strada percorrere è una decisione che spetta solo a voi. Se riusciremo a scatenarvi questa curiosità, saremo davvero contenti – e per una volta non ci sentiremo inutili.

(Tourette si registra il giovedì e si pubblica il venerdì: lo potete ascoltare attraverso iTunes, che scarica in automatico le nuove puntate e ve le propone con gentilezza.)

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