Ma il tempo, il tempo chi me lo rende?
Chi mi dà indietro quelle stagioni
Di vetro e sabbia, chi mi riprende
La rabbia, il gesto, donne, canzoni?
Gli amici persi, i libri mangiati,
La gioia piana degli appetiti,
L’arsura sana degli assetati,
La fede cieca in poveri miti?

Come vedi tutto è usuale,
Solo che il tempo stringe la borsa
E c’è il sospetto che sia triviale
L’affanno e l’ansimo dopo una corsa
L’ansia volgare del giorno dopo,
La fine triste di una partita
Il lento scorrere senza uno scopo
Di questa cosa che chiami vita

Auguri, Francesco.