l’iPhone 5

By MS on 19 settembre 2012 — 5 mins read


{questo pezzo mi è stato commissionato da Giorgio Fontana ed è uscito il 13 settembre su Web-Target. qui riporto la versione originale.}

Non ci sono parole migliori per introdurre questo articolo se non quelle di Dave Grohl, che con i Foo Fighters ha chiuso l’evento indetto da Apple per ieri, mercoledì 12 settembre, durante il quale sono stati introdotti i nuovi iPhone e iPod: «La cosa più bella del trovarsi qui è poter incontrare queste persone – quelle che stanno plasmando il nostro futuro. È come uscire con Little Richard o Tom Petty o Jimmy Page, capisci che queste sono persone che hanno deciso di accettare una sfida e reinventarsi il nostro futuro. Ma sono persone come noi, in carne e ossa, ed è davvero stimolante».

Questo è probabilmente quello che differenzia Apple da quasi tutte le aziende tecnologiche che le fanno concorrenza: non il conto in banca, non l’aura di maestà che sembra circondare ogni loro prodotto, e neanche il ricordo del fondatore, scomparso 11 mesi fa. Apple è Apple perché ha deciso da sempre, e ha continuato, a porre al centro del proprio operato l’utilizzatore dei suoi prodotti: tutto quello che fa, tutta l’energia che brucia per innovare una cosa che non si vedrà mai come le ventole interne di un portatile (come con l’ultimo MacBook Pro con display Retina), ruota intorno alle persone che andranno a comprare i prodotti con la mela morsicata. I soldi in banca, più di quanto qualsiasi azienda potrebbe mai pensare di spendere, sono una conseguenza dell’attenzione che viene riposta a ogni minimo dettaglio. Apple ha scelto di utilizzare le proprie risorse per migliorare il mondo, migliorando le tecnologie di tutti i giorni (e, per estensione, la nostra vita): sembrerà assurdo, da parte di una impresa privata, ma è il motivo per il quale si assicurano, giorno dopo giorno, vendite da capogiro e nuovi fedeli, pronti ad affezionarsi ai loro prodotti.

Per esempio, il nuovo iPhone 5: sarà in vendita tra una settimana e continua la numerazione del prodotto più importante della famiglia iOS. Monta un processore A6 che promette performance computazionali e grafiche non da poco, e durante la presentazione hanno garantito che la batteria durerà anche più di quella dell’iPhone 4S, presentato a ottobre scorso. La fotocamera ha delle lenti anche migliori di quelle, già ottime, del 4S, e introduce una nuova modalità di ripresa chiamata “panorama”, davvero carina: con lo stesso gesto che compiremmo per eseguire una ripresa video panoramica, la fotocamera registra una fotografia e la unisce per ottenere, appunto, ottime immagini panoramiche: che acquistano ancora più splendore sul nuovissimo schermo Retina da 4 pollici, sicuramente la novità più visibile di questo nuovo telefono (assieme al retro in alluminio). Per permettersi lo schermo da 4 pollici Apple ha dovuto aumentare di pochissimo le dimensioni del corpo del telefono, di meno di un centimetro più alto rispetto all’iPhone 4S. Sarà in vendita dal 19 settembre e in America il prezzo è il medesimo degli scorsi anni: 199$, 299$, 399$ a seconda dei tagli (16, 32, 64GB) e dando per scontata la sottoscrizione di un contratto di due anni con uno dei tre operatori principali, AT&T, Verizon, Sprint.

È stata aggiornata anche la famiglia degli iPod: il Touch riceve lo stesso schermo del cugino maggiore, e saluta l’arrivo di siri, l’assistente digitale/intelligenza artificiale introdotta l’anno scorso assieme ad iOS 5. Il resto degli aggiornamenti è sicuramente meno importante, anche se il nuovo iPod Nano è diventato più sottile rispetto alla versione precedente e ha ricevuto colori diversi rispetto all’anno passato.


Sul lato software, iOS 6 sarà disponibile come download gratuito lo stesso giorno della messa in vendita del nuovo iPhone, e porta con sé alcune novità: dall’integrazione con Facebook (come l’anno scorso con Twitter) a Passbook, un’app di sistema che sulla carta rischia di diventare l’ennesimo colpo di genio e semplicità di Cupertino: riuniti in una sola app biglietti del cinema, concerti, voli, carte regalo, coupon, e dal telefono sarà possibile gestire tutto quanto: la versione di Apple dei pagamenti NFC. Più in generale, iOS 6 porterà tante piccole migliorie al funzionamento del sistema operativo.
iTunes è stato completamente (e finalmente) ripensato e ridisegnato, per garantire un’esperienza d’uso più semplice e confortevole per gli utenti di uno dei più importanti store digitali del mondo. Viene garantita l’integrazione con iCloud di default: oggi, se noleggio un film sul mio Mac devo spostarlo, via iTunes, sul mio iPad o iPhone per poterlo vedere su quei dispositivi: da ottobre, quando il nuovo iTunes sarà disponibile per il download, sarà possibile spostare il film da un dispositivo all’altro senza alcun problema. (Piano piano stiamo arrivando finalmente al punto in cui il prodotto digitale non subisce una serie di limitazioni assurde e vincolanti per il solo fatto di essere, be’, digitale. Ci vorrà ancora un po’ di tempo per poter disporre come vogliamo dei nostri acquisti digitali: ma ci arriveremo.)

L’aggiornamento di hardware sembra essere davvero sostanzioso: davvero è, come dice l’annuncio sul loro sito, «The biggest thing happened to iPhone since the iPhone». Per chi ha un iPhone 3G, 3GS o 4 l’acquisto è sinonimo di un deciso passo avanti; chi ha comprato un iPhone 4S, invece, può benissimo continuare autilizzarlo senza farsi problemi.

C’è da chiarire una cosa, anche se siamo in chiusura d’articolo: questi dispositivi non sono fondamentali. A parte casi specifici, non è questione di vita o di morte possedere lo smartphone del momento o l’ultimo portatile. A dirla tutta, c’è gente che non li usa e vive benissimo. Ma se dobbiamo usarli, allora è meglio che siano fatti bene: non che abbiano mille funzioni, ma che siano pensati per noi. La rincorsa senza fine che Apple sta compiendo verso il “dispositivo” più sottile di sempre non è per adeguarsi a una delle manie del suo carismatico fondatore, o per finire sui giornali: è solo per fare sì che il dispositivo sparisca dalla nostra percezione, e rimanga soltanto il contenuto: l’applicazione che stiamo usando per scambiare messaggi con i nostri amici, le foto che stiamo rivedendo, qualche email di lavoro. Benvenga, allora, il più sottile smartphone al mondo (fino al prossimo modello di qualche altra marca, ovviamente).

A questo link si possono trovare tutte le informazioni rilasciate da Apple durante l’evento, per gli amanti dei numeri crudi: quanti milioni di dispositivi iOS venduti (400 milioni), quante app disponibili nell’app store (700.000, di cui 250.000 fatte apposta per iPad), eccetera.

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  • Mi sembra eccessiva l’espressione: Apple ha scelto di utilizzare le proprie risorse per migliorare il mondo.
    Mi sembra eccessivo definire Siri una intelligenza artificiale (ne deve passare di acqua sotto i ponti prima di vedere una vera IA).

    Apple è sicuramente una azienda che ha proposto oggetti innovativi. Ma iPhone 5 non è innovativo, e non offre nulla di innovativo. E’ un buon prodotto, punto!

    C’è una cosa che tutti gli utenti di dispositivi touch hanno sempre desiderato. Apple non ci ha neppure pensato. Eppure, a ottobre, uscirà uno smartphone della concorrenza che avrà quella funzione: ovvero un touch screen che funziona con i guanti, che permetterà di utilizzare il telefono in pieno inverno, in mezzo alla neve, senza surgelare le mani di chi lo usa.
    Avrei preferito un display di questo tipo a Siri… che è un bel giochino, ma è poco pratico (senza contare che non è così efficace nelle risposte che dà, anche in lingua inglese!).

    Ma io sono un semplice utente. Vadano pure avanti dicendo che un display da 4″ è una innovazione, che le Mappe scarmigliate di IOS6 sono una innovazione (lo sappiamo tutti perché hanno rinunciato a Google Maps, e non è stato per fare un favore agli utenti).