cook

So che mia madre ci tiene, a queste due considerazioni, così le scrivo.

(Tenendo presente che non ho visto da vicino né toccato nessuno degli oggetti presentati, e pertanto sono considerazioni più che parziali e soggettive, passibili di cambiamento non appena avrò modo di sperimentare con mano.)

I nuovi iPhone non mi piacciono. Non mi piacciono gli schermi grandi, per un telefono, in generale: credo che lo schermo dell’iPhone 5/5s sia perfetto soprattutto a livello ergonomico. Forse potrei abituarmi a uno schermo da 4.7″, ma per il momento mi trovo benissimo col mio telefono, quindi ciccia.
Il design in generale mi dice poco. Per dirne una, non mi piace che la fotocamera esca dalla scocca posteriore, ma d’altronde quando fai i telefoni sottilissimi cose del genere succedono. Infatti se si usa un case di quelli progettati da Apple la copertura è totale (e lo spessore immagino aumenti di due o tre millimetri). La fotocamera, di contro, quella sì che m’interesserebbe avere!

Pay mi ispira tantissimo, ho solo paura che per l’implementazione italiana di un sistema del genere passeranno anni.

L’Watch, credo, merita tantissimo, al punto che se avessi i soldi lo comprerei volenteri, ma (a) non c’ho i soldi; (b) preferisco aspettare la seconda o terza generazioni; (c) amo molto gli orologi tondi, non quadrati.
Si vede che è una prima iterazione: è troppo spesso (già me li vedo a uno dei prossimi giri ridurlo di un buon terzo), ma ha dentro un mondo di cose e quasi tutte interessanti. Sarà divertente guardarne l’evoluzione. (Di sicuro ha asfaltato la concorrenza.)
Da leggere questo lungo articolo di un sito specializzato in orologi: è interessantissimo e permette di capire tante cose.

In generale Tim Cook mi sembrava fin troppo contento, ma è più che comprensibile: è stato un keynote di portata storica per più di un motivo. La sua Apple mi piace, e come in tanti hanno scritto credo sia il boss giusto per guidarla in questo momento, così come Jobs fu quello giusto per farla crescere ed esplodere.

(Da non fan degli U2, da conoscitore superficiale delle canzoni più famose, il disco che mi hanno regalato non mi dispiace per niente. Trovo pretestuosa la polemica intorno a questa mossa commerciale: ho letto un titolo che diceva «Cari U2, non è bello obbligarci ad ascoltare un vostro disco». Capisco in teoria lo spirito della critica, ma basta non scaricarlo. Anche a me fanno ribrezzo certe canzoni ottenute in regalo con l’app di Natale di iTunes, ma le cancello e finisce la paura.)