in Francia si discute di grammatica e “scrittura inclusiva”

By MS on 12 novembre 2017 — 1 min read

È un argomento interessantissimo. Io cerco sempre di declinare al femminile, quando del gruppo di cui parlo ci sono più donne che uomini, in culo alla regola del “maschile per tutti”. Di contro, mi viene difficile dire «Ordine delle avvocatesse», ma solo per abitudini mentali. Prima o poi sarà facile per tutti.

L’Académie française – antica istituzione fondata nel 1635 dal cardinale Richelieu che detta le regole sulle questioni linguistiche, che ammise per la prima una volta una donna tra i suoi membri nel 1980 e che fu promotrice del superamento originario della concordanza di prossimità – ha reagito in un modo enfatico con una dichiarazione presa in modo unanime da tutti e quaranta i suoi membri: ha spiegato che davanti a questa «aberrazione» della proposta inclusiva la lingua francese «è ormai in pericolo mortale, e di questo la nazione è da oggi responsabile di fronte alle generazioni future». Alcuni giornali hanno parlato di “delirio femminista”, di “femministe frustrate” e in generale la discussione è stata molto dura e accesa.

Ovviamente poi ci sono reazioni simili, per le quali mi vien voglia di declinare al femminile anche quello che non ha senso declinare (tipo dentista), solo per dare fastidio a questi imbecilli.

Posted in: link