Canzoni di speranza

Come diceva ieri Sara Pavan a Bricòla, il festival delle autoproduzioni di fumetto, ogni atto pubblico che compiamo è, in ultima analisi, un atto politico. (Sono consapevole che Sara non è la prima e unica persona ad averlo detto: ma l’ho sentito ieri, quindi cito lei, ai fini di questo breve post.)

In serata, a cena con amici, mi arriva una notifica: Apple Music mi comunica che uno degli artisti che seguo ha pubblicato un nuovo disco. E sticazzi, penso, e poi vedo che è Springsteen, e quindi cambio atteggiamento.

Ascolto il disco da stamattina, che è una cosa che non succede spesso: negli ultimi anni ascolto per lo più podcast, e ho trascurato molto la musica. In ogni caso: è da stamattina che ascolto Springsteen, e la cosa non dovrebbe stupire nessuno. Dovrebbe stupire, semmai, il fatto che non conoscessi l’esistenza della Live Series di Springsteen, una serie che che suddivide le canzoni tematicamente ed è arrivata al terzo capitolo: i primi due sono Songs of the road & Songs of friendship.

Mi ha colpito il titolo del disco: Songs of Hope. E ho fatto tutto un ragionamento, molto banale se vuoi, riguardo il fatto che se ogni nostro atto pubblico è politico, cercare di dare una speranza in più, e cantarla, è un bellissimo atto politico. E niente, il ragionamento finisce qui. Ma il disco me lo riascolto.