La Scimmia pensa a quel tema


Un estratto da La pecora nera e altre favole, un veloce libretto di Augusto Monterroso pubblicato nel 1980 da Sellerio.

«Perché sarà così attraente – pensava la Scimmia in un’altra occasione, quando le venne la mania della letteratura – e allo stesso tempo così privo di grazia il tema dello scrittore che non scrive, o quello di chi trascorre la vita preparandosi a produrre un capolavoro e a poco a poco va diventando un semplice meccanico lettore di libri sempre più importanti ma che in realtà non lo interessano, o il tema trito (il più universale) di colui che, quando ha perfezionato uno stile, scopre di non avere niente da dire, o quello di chi quanto più intelligente è, meno scrive, mentre intorno a lui altri, forse meno intelligenti e che egli conosce e disprezza un poco, pubblicano opere che tutti commentano e che in effetti a volte sono perfino buone, o il tema di colui che in qualche modo ha ottenuto fama di intelligente e si tortura pensando che i suoi amici si aspettano che lui scriva qualcosa, e scrive, con l’unico risultato che gli amici cominciano a dubitare della su intelligenza, e qualche volta si suicida, o quello dello stupido che si crede intelligente e scrive cose tanto intelligenti da stupire gli intelligenti, o il tema di chi non è intelligente né stupido né scrive né nessuno lo conosce né esiste né nulla?»